Il sud dell’isola a un passo dal contagio zero
Il Covid sembra essersi fermato. L’Oristanese tra le province con la diffusione più bassa d’Italia
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SASSARI. Ci sono zone dell’isola dove il virus sembra arrivato al capolinea. Come sempre la cautela è d’obbligo, perché dovranno trascorrere diversi giorni a contagi zero prima di cantare vittoria. Ma i dati parlano chiaro e mostrano con evidenza che nella mappa della Sardegna ci sono aree molto estese dove il coronavirus ha inciso poco, pochissimo rispetto ad altre. Nella classifica domina il Nord Sardegna, in particolare la zona del Sassarese, dove si contano oltre 500 positivi sul totale di 789 che comprende anche la Gallura. E Sassari in particolare è l’unico comune colorato di rosso vivo, perché i casi in città sono più di 200. Ma a parte il caso Sassari, dove il virus si è diffuso in maniera importante nelle strutture ospedaliere e nelle case di riposo e Rsa, il resto dell’isola sta mostrando sinora di avere una corazza molto forte. Al secondo posto della classifica della diffusione con 217 positivi c’è la Città metropolitana di Cagliari, che conta più abitanti e ospedali del Sassarese. Considerato che la maggior parte dei tamponi è stato eseguito tra il personale sanitario, è evidente la minore diffusione del virus in quel territorio. Poi c’è il Sud Sardegna con 86 positivi e zero nuovi contagi da giorni. A seguire la provincia di Nuoro che dopo l’allarme dei primi giorni con il focolaio scoppiato all’ospedale San Francesco sembra essersi assestata. Ieri ci sono stati 4 nuovi contagi ma il totale è molto basso: 70 con l’Ogliastra isola felice. Infine Oristano, ultima in classifica, tra le province in Italia con la più bassa diffusione del virus: 41 i positivi, corrispondono al 3.4% sul totale regionale.
Proprio sull’Oristanese e su una ampia area del Cagliaritano sono da tempo puntati gli occhi degli esperti in vista della fase 2: già un paio di settimane fa, in previsione di una riapertura graduale delle attività e dell’allentamento delle restrizioni per i cittadini, i virologi, per esempio il veneto Andrea Crisanti, immaginavano che la ripartenza potesse iniziare proprio nei territori meno colpiti dal virus, in Sardegna e in altre regioni d’Italia. La nostra isola continua a essere una di quelle con la diffusione più bassa (0,7% ogni 1000 abitanti) e con percentuale molto alta (quinta a livello nazionale insieme alla Toscana) di pazienti positivi in isolamento domiciliare, pari all’83.9% del totale. (si. sa.)
Proprio sull’Oristanese e su una ampia area del Cagliaritano sono da tempo puntati gli occhi degli esperti in vista della fase 2: già un paio di settimane fa, in previsione di una riapertura graduale delle attività e dell’allentamento delle restrizioni per i cittadini, i virologi, per esempio il veneto Andrea Crisanti, immaginavano che la ripartenza potesse iniziare proprio nei territori meno colpiti dal virus, in Sardegna e in altre regioni d’Italia. La nostra isola continua a essere una di quelle con la diffusione più bassa (0,7% ogni 1000 abitanti) e con percentuale molto alta (quinta a livello nazionale insieme alla Toscana) di pazienti positivi in isolamento domiciliare, pari all’83.9% del totale. (si. sa.)
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