La Nuova Sardegna

L’informazione ai tempi del virus

L’informazione ai tempi del virus

Cinquanta direttori descrivono l’attività delle redazioni su Prima comunicazione

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SASSARI. Cinquanta giornali, cinquanta direttori che raccontano come si garantisce una informazione di qualità ai tempi del coronavirus. Perché l’informazione, indispensabile sempre, lo è ancora di più in una situazione di estrema difficoltà. Prima comunicazione ha chiesto a 50 direttori come hanno organizzato il lavoro delle rispettive redazioni, conciliando due aspetti fondamentali: la ricerca e la verifica accurata delle notizie e il rispetto delle misure di sicurezza, attraverso lo strumento dello smart working. Il direttore della Nuova Sardegna Antonio Di Rosa ha spiegato al collega Giorgio Greco come è stato riorganizzato il lavoro della redazione: «Non ci siamo messi a inseguire il catastrofismo che è dilagato in Rete – ha detto Di Rosa – e abbiamo cercato di non cadere nella trappola della caccia agli untori (non abbiamo mai dato i nomi dei morti) per raccontare le storie e, con l’aiuto degli esperti, descrivere i possibili scenari. A Sassari abbiamo dato per primi la notizia dei due fascicoli aperti dalla Procura che indaga per omicidio colposo ed epidemia colposa. Al centro delle inchieste i numerosi casi di positività registrati in ospedale, che hanno portato alla chiusura del reparto di cardiologia, diventato l’epicentro della diffusione del virus nell’isola, e la “rivolta” nel centro di dialisi dove pazienti e familiari hanno denunciato di essere stati abbandonati. Dal punto di vista organizzativo, la parola d’ordine è smart working. Attualmente i due terzi della redazione (una trentina di persone) lavora stando a casa».

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