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Bonus per le famiglie i fondi sono già finiti

Bonus per le famiglie i fondi sono già finiti

In due giorni boom di richieste: 1 sardo su 23 chiede 800 euro per due mesi Deiana, Anci: la Regione accrediti subito ai Comuni gli interi importi

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SASSARI. L’assalto previsto c’è stato e i numeri vanno oltre le (peggiori) aspettative. Un sardo ogni 23 ha presentato domanda per ottenere il bonus a da 800 euro per 2 mesi, cioè l’importo stanziato dalla Regione per andare incontro alle famiglie messe in ginocchio dal coronavirus: attività congelate e zero entrate, una situazione drammatica alla quale è urgente dare risposte forti. La corsa al bonus è partita subito con la presentazione dell’autocertificazione al comune di residenza: requisito fondamentale per accedere al contributo è dichiarare di avere incassato nei due mesi dell’emergenza meno di 800 euro. Lunedì l’Anci ha fatto le prime stime sul numero delle domande e il quadro emerso era già abbastanza chiaro. Ieri l’integrazione ha dimostrato che i soldi stanziati – 89 milioni dalla Regione più 31 già presenti nei bilanci dei Comuni per un totale di 120 milioni – sono destinati a non bastare. Per questo è necessario che la Regione inizi ad accreditare subito ulteriori risorse sulla base del fabbisogno di ciascun Comune: l’obiettivo dichiarato è infatti quello di dare risposte e soldi a tutti i richiedenti. La procedura stabilita prevede due fasi di erogazione: al momento la Regione ha disposto il trasferimento ai Comuni di una quota della somma spettante a ciascuno di loro e stabilità sulla base di tre parametri: 30% in parti uguali, 35% per il numero degli abitanti e 35% per quello dei disoccupati. Nel dettaglio i Comuni sotto i 30mila abitanti hanno ricevuto il 20% della fetta degli 89 milioni, quelli con popolazione superiore il 50%. I dati dell’Anci dicono che quelle risorse sono di fatto già impiegate. «Abbiamo preso in esame le domande presentate ai servizi sociali di 39 comuni per una popolazione complessiva di 197.556 abitanti – dice il presidente regionale dell’Associazione dei Comuni Emiliano Deiana – in totale 8.436 domande con un aumento rispetto al giorno precedente del 29%. La proporzione è questa: un sardo ogni 23 abitanti ha presentato domanda. Si stima pertanto che con due giorni di apertura ci siano state in tutta la Sardegna 68.322 richieste». I conti sono presto fatti: «Per soddisfare totalmente - 800 euro al mese per due mesi per ogni beneficiario - con questo fabbisogno si impegnerebbero circa 109 milioni di euro superando di gran lunga gli 89 milioni stanziati dalla Regione. Gli altri 31 milioni – ricorda Deiana – sono detenuti nei bilanci dei comuni e si sta procedendo a una stima precisa». Si tratta dei fondi del Reis, Reddito di inclusione sociale, delle annualità 2018-2019. È chiaro che non c’è tempo da perdere: dopo la prima tranche «la Regione dovrebbe iniziare ad accreditare ai Comuni ulteriori risorse sulla base del fabbisogno di ciascun comune. Se il rapporto richiedente per abitante si abbassasse a 1 su 20 occorrerebbero 128 milioni di euro», conclude Deiana. Le prossime ore aiuteranno a fotografare l’esatta portata dell’emergenza e dunque ad attuare le contromisure necessarie. (si. sa.)

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