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Conte punta a far digerire il Mes

Conte punta a far digerire il Mes

Il premier deve convincere i Cinque Stelle ad accettare il piano stilato a Bruxelles

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[FIRMA&LUOGO]di Michele Esposito

<MC>ROMA

[TESTO]Il sì al fondo salva-Stati da parte del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, c'è stato. Ora, per il capo del governo, resta la partita più difficile: convincere il partito di maggioranza relativa, il M5S, che il «Mes» configurato a Bruxelles sia a zero condizioni o perlomeno accettabile. Non sarà una partita facile e al premier servirà del tempo per permettere al Movimento di vagliare le eventuali trappole della linea di credito destinata a coprire spese sanitarie dirette e indirette. Ma, proprio per questo, Conte tenterà un piano B in zona Cesarini: arrivare all'attivazione del Recovery Fund in una manciata di mesi. È questa l'ultima strada per evitare il rischio di una frattura della maggioranza. A Consiglio Ue in corso, infatti, nel M5S serpeggiava comunque un certo scetticismo. «Noi ci fidiamo di quello che ha detto Conte. E comunque, prima di un'eventuale sì, dovremo vagliare bene l'accordo», spiegava nel pomeriggio un pentastellato vicino ai dossier economici. È il Recovery Fund, nella strategia del premier, il «cavallo di Troia» per uniformare il M5S sull'intero pacchetto di aiuti dell'Ue, che comprende Sure, Bei e Mes. E che - è questa la novità incassata dal premier - definisce il Recovery Fund «necessario e urgente». E su questa partita, spiegano fonti vicino al dossier, al Consiglio Ue si è formato innanzitutto un «asse latino» composto da Italia, Francia, Portogallo e Spagna, con un lavoro in condivisione in particolare tra Conte e Emmanuel Macron. Ma nell'ok alla richiesta di Conte ha contato, e non poco, anche la sponda di Angela Merkel. Ma quanto sarà urgente il «bazooka» della commissione europea? Il fattore tempo è dirimente. Il decreto aprile da 55 miliardi sarà un ulteriore colpo per la casse dello Stato. Le stime sugli effetti del lockdown sul Pil sono da film horror e già si vedono i contorni di una manovra d'autunno a dir poco in salita. Il premier si trova così stretto tra la necessità di salvare i conti e una maggioranza che, sul Mes, rischia di frantumarsi. Non a caso nel plauso che i big del Movimento rendono a Conte il Mes non viene neppure citato mentre Matteo Salvini passa subito all'attacco: «Una disfatta, il Mes è un'ipoteca sul futuro dei nostri figli». Del resto, il premier al tavolo Ue scandisce una frase: «L'emergenza coronavirus da sanitaria è diventata economica e sociale. E ora è anche politica». Tradotto: un atteggiamento ostile dell'Europa rischia di destabilizzare, pericolosamente, la politica interna degli Stati membri. Conte, nelle prossime settimane sarà chiamato ad illustrare il piano Ue in Parlamento. A quel punto è possibile che alle sue comunicazioni seguano delle risoluzioni. E, proprio sulla risoluzione di maggioranza, potrebbero confluire le tensioni tra Pd e Iv (pro-Mes) e M5S. Con lo spettro di una spaccatura del Movimento e della formazione, in Parlamento, di una maggioranza pro-fondo salva Stati costruita da Pd, Iv, FI e un pezzo di Cinque Stelle.

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