Mascherine, dall'università di Cagliari il test della respirabilità
Lo studio aiuta a realizzare prodotti di qualità
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SASSARI. Nella fase 2 saranno indispensabili, tutti dovranno usarle e per questo ne serviranno grandi quantità. Proprio perché se ne farà grandissimo uso, la qualità dovrà essere elevata. Con il caldo, per esempio, dovranno garantire che si possa respirare bene. Nasce con questo obiettivo il dispositivo per testare la «respirabilità» delle mascherine testato da un gruppo di ricercatori e tecnici dell’Università di Cagliari. Lo scopo è quello di aiutare gli imprenditori che stanno riconvertendo le loro attività a realizzare prodotti conformi alle richieste normative. Nel team ci sono i ricercatori Giorgio Pia, Paola Meloni e Roberto Ricciu del dipartimento di Ingegneria meccanica diretto da Giacomo Cao, e i tecnici Gianluca Marongiu e Daniele Lai. Durante la prova, un campione precedentemente portato alla temperatura di 21 °C e all'umidità relativa dell'85%, viene fatto attraversare da un flusso di aria. Alcuni strumenti di misura rilevano la differenza di pressione in funzione della superficie esposta e determinano un valore che viene confrontato con quello riportato sulla norma di riferimento. Una corsa contro il tempo che in una sola settimana ha portato alla realizzazione del dispositivo che sin da subito è a disposizione degli interessati. «L'emergenza Covid19 – spiega Pia – apporterà modifiche sostanziali al nostro modo di vivere. Uno degli aspetti principali è quello di proteggerci durante le attività che riprenderanno quando sarà avviata la fase 2. L'emergenza mascherine non è da sottovalutare. E appare ancor più attuale e urgente che vi sia una notevole produzione per far fronte alla massiccia richiesta».
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