IL CASO
Ambulanti, il grido d’allarme «Riaprite o sarà il tracollo»
[LUOGO]ROMA[TESTO]Se non si riapre entro luglio, il settore degli ambulanti rischia una perdita di oltre 10 miliardi di euro e la chiusura definitiva di 60 mila imprese, cioè un terzo del totale. È...
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[LUOGO]ROMA
[TESTO]Se non si riapre entro luglio, il settore degli ambulanti rischia una perdita di oltre 10 miliardi di euro e la chiusura definitiva di 60 mila imprese, cioè un terzo del totale. È il grido d'allarme che arriva dalla Fiva-Confcommercio, federazione italiana dei venditori ambulanti, che chiede che il settore venga incluso nei codici Ateco per le attività consentite di commercio al dettaglio. Altrimenti, per mercati e fiere, si profila uno scenario fosco: se non si riapre in tempi brevi, seppur con gradualità e rispettando tutti i protocolli sanitari, sarà «il tracollo». «Abbiamo diligentemente seguito le disposizioni del Governo, delle istituzioni locali e delle autorità sanitarie e scientifiche ma ora siamo esasperati», avverte il presidente di Fiva-Confcommercio Giacomo Errico. Il settore delle attività di commercio su aree pubbliche conta 176 mila imprese con circa 400mila tra titolari, dipendenti e collaboratori su un totale di 183 mila. Ma le imprese, evidenzia l'associazione, non sono strutturate sul piano economico per sopravvivere in queste condizioni.
[TESTO]Se non si riapre entro luglio, il settore degli ambulanti rischia una perdita di oltre 10 miliardi di euro e la chiusura definitiva di 60 mila imprese, cioè un terzo del totale. È il grido d'allarme che arriva dalla Fiva-Confcommercio, federazione italiana dei venditori ambulanti, che chiede che il settore venga incluso nei codici Ateco per le attività consentite di commercio al dettaglio. Altrimenti, per mercati e fiere, si profila uno scenario fosco: se non si riapre in tempi brevi, seppur con gradualità e rispettando tutti i protocolli sanitari, sarà «il tracollo». «Abbiamo diligentemente seguito le disposizioni del Governo, delle istituzioni locali e delle autorità sanitarie e scientifiche ma ora siamo esasperati», avverte il presidente di Fiva-Confcommercio Giacomo Errico. Il settore delle attività di commercio su aree pubbliche conta 176 mila imprese con circa 400mila tra titolari, dipendenti e collaboratori su un totale di 183 mila. Ma le imprese, evidenzia l'associazione, non sono strutturate sul piano economico per sopravvivere in queste condizioni.
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