Coronavirus in Sardegna, il costo dei tamponi rischia di frenare la vacanza

La spesa del test è a carico dei turisti, ipotesi compensazione con sconti sul viaggio o in hotel

SASSARI. Doppio controllo in partenza e all’arrivo: doppio timbro di buona salute nel passaporto sanitario che i turisti dovranno portare in valigia se vogliono fare le vacanze nell’isola. È una delle indicazioni, la più importante, del governatore Christian Solinas: una condizione giudicata fondamentale per evitare che con la riapertura dei porti e degli aeroporti e il conseguente arrivo dei turisti nell’isola il virus possa ricominciare a diffondersi. L’idea del passaporto sanitario e dell’app per seguire gli spostamenti e arginare i possibili focolai sul nascere è una indicazione del comitato scientifico, ribadita con forza da Stefano Vella. Resta da chiarire un aspetto non di poco conto. Cioé quello relativo ai costi. Se infatti i test all’arrivo saranno a carico della Regione e il turista non dovrà sborsare neppure un centesimo, il primo lasciapassare sarà interamente a sue spese. Per ora in Italia il tampone per accertare l’infezione o meno da coronavirus non è offerto gratuitamente come accade in alcuni altri Paesi, per esempio l’Islanda, a meno che non ci siano sintomi precisi o non ci siano stati contatti accertati con pazienti positivi. Quindi il turista in buona salute non ha diritto al tampone gratis ma deve pagarlo. E i costi sono variabili ma possono sfiorare anche i 120 euro. Chiaro che per un nucleo familiare che vuole venire in vacanza in Sardegna si tratterebbe di un costo molto alto perché al tampone dovrebbero sottoporsi tutti i componenti della famiglia. E la spesa si sommerebbe a quelle del trasporto in nave o in aereo e a quelle per il soggiorno nella struttura ricettiva scelta o nell’appartamento in affitto. È chiaro che in queste condizioni l’esborso obbligatorio per i tamponi potrebbe essere un deterrente e indurre la famiglia a fare la vacanza altrove. La speranza è che nelle prossime settimane si trovi una soluzione al problema e che vengano stabiliti dei costi fissi – molto più bassi – per l’esecuzione dei test. O che comunque si vada incontro ai turisti disposti a sobbarcarsi la spesa con delle compensazioni: per esempio accordi con le compagnie per ridurre i costi dei biglietti o con le strutture ricettive sul prezzo del soggiorno. L’idea dei bonus è stata annunciata dal presidente Solinas, anche in questo caso il calendario cammina veloce e non c’è tempo da perdere.

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