COPagri
Argea, task force senza risorse La Regione rifiuta il confronto
SASSARI. Una Regione che tiene le distanze dalle organizzazioni agricole, non le ascolta e non risolve i problemi del settore: è l’accusa di Copagri alla Giunta guidata da Christian Solinas, che...
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SASSARI. Una Regione che tiene le distanze dalle organizzazioni agricole, non le ascolta e non risolve i problemi del settore: è l’accusa di Copagri alla Giunta guidata da Christian Solinas, che secondo il presidente Ignazio Cirronis avrebbe verso di esse «un atteggiamento di indifferenza, rifiutando il confronto richiesto da mesi o scordandosi di invitarle alla videoconferenza da lui promossa lunedì sui temi dell’emergenza, alla quale hanno partecipato tutte le altre organizzazioni datoriali». Ce n’è anche per l’assessora dell’agricoltura Gabriella Murgia, che per Cirronis attua una «delegittimazione strisciante con lo stravolgimento del Tavolo verde», ovvero ko strumento riservato alle organizzazioni maggiormente rappresentative e che da qualche tempo ha visto l’ingresso di nuove associazioni con numeri limitati.
Ma la cosa più grave, per Cirronis, è che «sono i pochi atti attivati a dimostrare l’inadeguatezza dell’azione politica verso l’agricoltura, riconosciuta solo a parole come settore strategico». Il direttore Pietro Tandeddu fa l’esempio del settore ovicaprino, di cui è responsabile nazionale per Copagri, ricordando che dopo la protesta dei pastori per il prezzo del latte «non si conosce un atto, un’idea, uno straccio di disegno di legge per affrontare in termini strutturali il problema, scaricando totalmente sullo Stato, che pure ha le sue colpe, le responsabilità».
Cirronis denuncia poi il fallimento della task force per il disbrigo delle domande di aiuti Ue inevase: «Argea non ha le risorse necessarie a incentivare il personale per l’accelerazione delle istruttorie e dei pagamenti, per cui la task force non è mai partita per come è stata concepita, manca dell’unità di progetto e non fornisce dati chiari e trasparenti per un proficuo monitoraggio». E ai produttori non arrivano i benefici, in alcuni casi quelli del 2017.
Dubbi infine sulla proposta della Giunta di prevede un’anticipazione bancaria di premi non erogati, con un meccanismo per il quale la Regione abbatte gli interessi, ma non li anticipa e li rimborsa solo dopo la restituzione del prestito, peraltro non assistito da garanzia regionale e con spese di istruttoria a carico dell’agricoltore, ben diversamente da quanto invece prevede il governo nazionale per prestiti di maggiore pregnanza. «Tutto il contrario di quello che suggerirebbe l’emergenza» si lamenta Copagri, che si riserva di valutare l’idea con le altre organizzazioni aderenti ad Agrinsieme «ferma restando una nostra grossa perplessità ad utilizzare, nelle forme proposte, tale strumento finanziario». (a.palmas)
Ma la cosa più grave, per Cirronis, è che «sono i pochi atti attivati a dimostrare l’inadeguatezza dell’azione politica verso l’agricoltura, riconosciuta solo a parole come settore strategico». Il direttore Pietro Tandeddu fa l’esempio del settore ovicaprino, di cui è responsabile nazionale per Copagri, ricordando che dopo la protesta dei pastori per il prezzo del latte «non si conosce un atto, un’idea, uno straccio di disegno di legge per affrontare in termini strutturali il problema, scaricando totalmente sullo Stato, che pure ha le sue colpe, le responsabilità».
Cirronis denuncia poi il fallimento della task force per il disbrigo delle domande di aiuti Ue inevase: «Argea non ha le risorse necessarie a incentivare il personale per l’accelerazione delle istruttorie e dei pagamenti, per cui la task force non è mai partita per come è stata concepita, manca dell’unità di progetto e non fornisce dati chiari e trasparenti per un proficuo monitoraggio». E ai produttori non arrivano i benefici, in alcuni casi quelli del 2017.
Dubbi infine sulla proposta della Giunta di prevede un’anticipazione bancaria di premi non erogati, con un meccanismo per il quale la Regione abbatte gli interessi, ma non li anticipa e li rimborsa solo dopo la restituzione del prestito, peraltro non assistito da garanzia regionale e con spese di istruttoria a carico dell’agricoltore, ben diversamente da quanto invece prevede il governo nazionale per prestiti di maggiore pregnanza. «Tutto il contrario di quello che suggerirebbe l’emergenza» si lamenta Copagri, che si riserva di valutare l’idea con le altre organizzazioni aderenti ad Agrinsieme «ferma restando una nostra grossa perplessità ad utilizzare, nelle forme proposte, tale strumento finanziario». (a.palmas)
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