Coronavirus fase 2, sull'ordinanza della Sardegna botta e risposta tra il ministro Boccia e la Regione
Il responsabile degli Affari regionali ha mosso una critica al documento varato nell'Isola mentre ha espresso apprezzamento per la coerenza di altre regioni col decreto del governo
CAGLIARI. Polemica a distanza tra Regione e Governo che, attraverso le parole del ministro Boccia, plaude a tutte le regioni mentre invita la Sardegna a rivedere il dettaglio "dei sindaci strumenti per verificare se le funzioni religiose possono essere esercitate". ."Non funziona così", ha sottolineato il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia ai microfoni di Sky tg24.
Non si è fatta attendere la risposta della Regione: "L'ordinanza della Sardegna sulla fase 2 non dà il potere ai sindaci di verificare se le funzioni religiose possano essere esercitate". L'articolo dell'ordinanza, pur confermando il divieto di celebrazioni previsto dal Dpcm, usando la differenza giuridica delle funzioni religiose, consente lo svolgimento della messa ordinaria in tutta l'isola, con le precauzioni previste dai protocolli di sicurezza. La Regione precisa inoltre che non si fa mai riferimento ai sindaci. Anzi, "il documento adottato nella serata di ieri 2 maggio non contiene nessuna disposizione di delega ai sindaci" in questa materia. Piuttosto, "il testo della nuova ordinanza è armonico e coerente con le disposizioni del Dpcm, pur nelle differenziazioni adottate, tenendo conto delle specificità della nostra regione e delle potestà connesse all'autonomia speciale".
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