La Nuova Sardegna

L’ordinanza resta valida e arrivano i chiarimenti

di Umberto Aime
L’ordinanza resta valida e arrivano i chiarimenti

Meno duro lo scontro con il Governo. I dubbi su spiagge e messe

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wCAGLIARI. La diffida da Roma non è arrivata. Per ora la fase 2 dovrebbe andare avanti, fino al 17 maggio, così com’è stata pensata e organizzata dal governatore Christian Solinas. Certo, i conflitti col decreto Conte restano, ma Francesco Boccia, è il ministro agli affari regionali, non ha aperto a caldo un’istruttoria formale contro la Sardegna, che – secondo l’accusa – si sarebbe spinta troppo oltre i vincoli nazionali fino a essere «molto più permissiva del previsto». Tra l’altro, sempre stando a Solinas, in questi giorni «mai è venuta meno la necessaria e leale collaborazione fra le istituzioni». Per poi aggiungere: «Con il ministro ci siamo sentiti più volte e mi ha anche annunciato una sua prossima missione a Cagliari per discutere di finanziamenti e entrate». Nel frattempo la Regione con una nuova ordinanza, la numero 21, ha confermato il blocco di porti e aeroporti sino al 17 maggio e l’obbligo per chi arriva nell’isola di osservare la permanenza domiciliare con isolamento fiduciario per 14 giorni.

Contatti continui. Fra Governo e Regione potrebbe esserci stato quindi un chiarimento. Anche se, in tarda serata, la segreteria del ministro non s’è sbilanciata e ha fatto sapere: «Le ordinanze delle Regioni sono ancora tutte sotto esame. L’unico ricorso che abbiamo presentato finora è stato quello contro la Calabria. Per le altre il via libera o meno arriverà fra 24-48 ore». Sembra d’intuire però che nessuna delle parti abbia voglia finire davanti al Tar. Comunque l’ordinanza di Solinas continua a essere sotto osservazione soprattutto per la possibile apertura anticipata, l’11 maggio rispetto al 18, di alcuni negozi: barbieri, parrucchieri, profumerie e abbigliamento. In particolare Palazzo Chigi contesterebbe la delega lasciata ai sindaci di far tirar su o meno quelle serrande. Possibilità che Solinas ha definito «non uno scaricabarile, come qualcuno ha voluto intendere, ma un approccio reale rispetto alla curva di contagi in ogni Comune». Per il resto, a parte il caso della celebrazioni delle messe, è una storia a parte, l’ordinanza dovrebbe passare indenne l’eventuale istruttoria di Palazzo Chigi. «In ogni caso – ha ribadito il governatore – siamo pronti a difenderla in qualunque sede».

Circolare. Nel punto stampa il governatore ha detto: «Stiamo per pubblicare (forse oggi) una nota di chiarimento su tutti gli articoli dell’ordinanza. Con i cittadini, ai quali abbiamo dato fiducia in questa prima fase di lenta e cauta riapertura, vogliamo essere molto diretti senza lasciare spazio a troppe e pericolose interpretazioni». Tra l’altro proprio questa frase di Solinas è diventata una replica tempestiva anche a quanto detto poco prima da Massimo Zedda, leader dei Progressisti, in Consiglio regionale: «A essere disorientati – le parole dell’opposizione – non solo sono i cittadini, ma le forze dell’ordine, perché non sanno più se devono far rispettare il decreto del Governo o l’ordinanza della Regione».

I primi chiarimenti. È stato confermato da Solinas che per gli spostamenti, ora possibili fra un Comune e l’altro, sarà ancora necessaria l’autocertificazione, anche per i trasferimenti momentanei verso le seconde case e le visite ai parenti. Poi ci sono le spiagge: sono aperte per praticare la pesca sportiva dalla riva, intesa come hobby, ma continueranno a essere chiuse in tutti gli altri casi, passeggiate e tintarelle. La circolare dovrà risolvere un altro dilemma: le nuotate sono ammesse oppure no? In un altro passaggio, Solinas ha parlato delle mascherine: rimangono obbligatorie quando si andrà a far la spesa e nei parchi. Gli unici a essere esentati, i bambini sotto i sei anni. A chiarire gli ultimi dubbi dovrà essere la circolare, perché – come ha detto il governatore – «ci sono arrivate un bel po’ di domande».

Il caso messe. Solinas ha replicato alle accuse che gli sono arrivate da più parti. «Con la Conferenza dei vescovi sardi – ha detto – non è in atto uno scontro. Stiamo dialogando, così come con i sindaci, per trovare un punto d’incontro e lo troveremo di sicuro». Comunque il governatore è rimasto della sua idea: «Con le necessarie prescrizioni, dalle mascherine alla distanza sociale di un metro fra i fedeli, per me da ventiquattr’ore le funzioni religiose possono essere celebrate». Riaprire le chiese, si sa, non spetta certo alla Regione ed è per questo – ha aggiunto – che «mi confronterò di nuovo con i vescovi per mettere a punto il protocollo di sicurezza». Anche se ormai la Conferenza episcopale sarda pare sempre più propensa ad aspettare le decisioni nazionali, la data più probabile continua a essere il 20 maggio, senza sfruttare quindi la scorciatoia dell’ordinanza.

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