Processi, si fanno solo quelli urgenti
A Cagliari rinvio anti pandemia a dopo il 31 luglio per cause civili e udienze penali
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CAGLIARI. Le udienze civili e penali non urgenti saltano all’autunno, in aula si va solo per discussioni necessarie e atti urgenti, tutto a porte chiuse e controlli rigorosi agli ingressi del palazzo, dove dall’11 maggio si entrerà solo mostrando al personale di sicurezza l’atto giudiziario da sbrigare. Ora è certo: la fase 2 del tribunale cagliaritano sarà segnata ancora da rinvii e restrizioni destinate a rallentare drammaticamente il lavoro di magistrati, avvocati e uffici giudiziari. Lo stabilisce il provvedimento firmato ieri dal presidente Mauro Grandesso Silvestri dopo una consultazione con i colleghi magistrati e le rappresentanze dei legali. L’obbiettivo delle misure è evitare assembramenti e contatti ravvicinati tra gli operatori della giustizia, imputati, testimoni e altri soggetti del processo.
Si parte con l’obbligo di mascherine, si prosegue con il trasferimento delle udienze civili e penali - quelle non rinviabili a date successive al 31 luglio - sui canali telematici, via Skype o Teams, in tutti i casi in cui le necessità del processo non impongano la presenza fisica di giudici e avvocati. Le assenze più pesanti saranno quelle dei magistrati, che - prevede il provvedimento - lavoreranno in prevalenza da casa. Sia nel civile che nel penale gli atti processuali verranno scambiati online, mentre rinvii e altre comunicazioni fra il tribunale e gli studi legali viaggeranno via posta certificata. Si salvano, almeno nelle intenzioni espresse dal presidente Grandesso, le udienze per le direttissime, per le convalide di arresti, i procedimenti in cui non c’è istruttoria (discussione e sentenza), quelli davanti a gip-gup per i riti alternativi, i procedimenti in danno di vittime deboli, quelli di particolare rilevanza, i camerali per l’esecuzione di pena, le misure di prevenzione, i procedimenti davanti al gip-gup con non più di tre imputati e gli incidenti probatori. Tutti gli altri processi slittano, senza che il rinvio abbia riflessi sui termini della prescrizione. (m.l)
Si parte con l’obbligo di mascherine, si prosegue con il trasferimento delle udienze civili e penali - quelle non rinviabili a date successive al 31 luglio - sui canali telematici, via Skype o Teams, in tutti i casi in cui le necessità del processo non impongano la presenza fisica di giudici e avvocati. Le assenze più pesanti saranno quelle dei magistrati, che - prevede il provvedimento - lavoreranno in prevalenza da casa. Sia nel civile che nel penale gli atti processuali verranno scambiati online, mentre rinvii e altre comunicazioni fra il tribunale e gli studi legali viaggeranno via posta certificata. Si salvano, almeno nelle intenzioni espresse dal presidente Grandesso, le udienze per le direttissime, per le convalide di arresti, i procedimenti in cui non c’è istruttoria (discussione e sentenza), quelli davanti a gip-gup per i riti alternativi, i procedimenti in danno di vittime deboli, quelli di particolare rilevanza, i camerali per l’esecuzione di pena, le misure di prevenzione, i procedimenti davanti al gip-gup con non più di tre imputati e gli incidenti probatori. Tutti gli altri processi slittano, senza che il rinvio abbia riflessi sui termini della prescrizione. (m.l)
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