Sider-Alloys, la mossa del governo
Prezzo dell’energia: martedì nuovo incontro con la sottosegretaria Todde
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CAGLIARI. Sembra sempre più vicina la firma sul contratto sulla fornitura di energia per un intero decennio (cinque anni più altri cinque rinnovabili, un periodo più lungo dei normali accordi triennali) da parte di Enel a favore di Sider-Alloys. La società elvetica ma formalmente in mani tutte italiane (79 per cento delle azioni sono del manager ex Finsider Giuseppe Mannina e il 21 sono di Invitalia) dovrebbe dare l’ok ai suoi legali per la firma dell’intesa dopo che Sace e Banca Intesa hanno completato la messa a punto del complesso contratto di forniture. Anche il prezzo base non dovrebbe essere un ostacolo; sarà quello di Borsa del giorno precedente la firma e servirà anche a parametrare gli ulteriori sconti, previsti per legge che porteranno il prezzo finale dell’energia a una valore tale da giustificare l’investimento e il rilancio della fabbrica dopo una agonia di sei anni.
Per definire gli ultimissimi passaggi e forse anche per suggellare un accordo che parte da lontano, da tre governi fa, martedì prossimo il governo, attraverso la sottosegretaria al Mise Alessandra Todde ha convocato un vertice in videoconferenza con Regione, Invitalia, azienda e sindacati dei metalmeccanici. La convocazione di un tavolo per discutere del riavvio dello stabilimento del Sud Sardegna, era stata una richiesta avanzata dai sindacati che sollecitano di conoscere i dettagli del piano industriale e i tempi e i modi per dare il via alle operazioni di ricostruzione delle fonderia. I tempi per la prima colata della nuova fabbrica di alluminio non saranno certo brevi. Ci vorrà un anno prima che i nuovi macchinari, con nuovi processi, arrivino dalla Cina e vengano impiantati. Poi dovranno essere formati i lavoratori, e realizzate tutte quelle condizioni per rendere funzionale la grande fabbrica. Diversi punti sono ancora non definiti. Tra questi non c’è certo il ruolo del fornitore degli impianti. Sarà la Sami, società di ingegneria e ricerca del colosso industriale e politico Chinalco.(g.cen.)
@gcentore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Per definire gli ultimissimi passaggi e forse anche per suggellare un accordo che parte da lontano, da tre governi fa, martedì prossimo il governo, attraverso la sottosegretaria al Mise Alessandra Todde ha convocato un vertice in videoconferenza con Regione, Invitalia, azienda e sindacati dei metalmeccanici. La convocazione di un tavolo per discutere del riavvio dello stabilimento del Sud Sardegna, era stata una richiesta avanzata dai sindacati che sollecitano di conoscere i dettagli del piano industriale e i tempi e i modi per dare il via alle operazioni di ricostruzione delle fonderia. I tempi per la prima colata della nuova fabbrica di alluminio non saranno certo brevi. Ci vorrà un anno prima che i nuovi macchinari, con nuovi processi, arrivino dalla Cina e vengano impiantati. Poi dovranno essere formati i lavoratori, e realizzate tutte quelle condizioni per rendere funzionale la grande fabbrica. Diversi punti sono ancora non definiti. Tra questi non c’è certo il ruolo del fornitore degli impianti. Sarà la Sami, società di ingegneria e ricerca del colosso industriale e politico Chinalco.(g.cen.)
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