A messa dal 18, ma il vero test sarà il 24
Accordo Governo-Cei: plauso dei vescovi sardi. A San Vero si continua all’aperto
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SASSARI. Tutti sono ormai protesi verso la messa di domenica 24 maggio. Per le 619 parrocchie della Sardegna e i 774 sacerdoti isolani sarà la prova del fuoco: applicare alla lettera il protocollo d’intesa firmato ieri a Palazzo Chigi dal capo del Governo, Giuseppe Conte, e dal presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti. L’accordo entrerà in vigore lunedì 18 maggio, giorno feriale, quando la partecipazione dei fedeli alla messa in genere è molto ridotta e attuare le misure preventive stabilite dal patto Cei-Governo sarà abbastanza facile. Più complesso , invece, regolamentare gli accessi nei giorni festivi: le chiese si riempiono e, a volte, anche decine di fedeli sono costretti a seguire il rito in piedi.
«Per noi è una grande notizia, che tutti aspettavamo da tempo, per la possibilità di riprendere le celebrazioni liturgiche con la partecipazione piena delle comunità cristiane. Mi sento di ringraziare – dice l’arcivescovo di Oristano, monsignor Roberto Carboni - prima di tutto il Signore e poi in particolare quanti, in questo tempo di pandemia, con diverse competenze e responsabilità a livello civile e religioso, hanno instancabilmente lavorato e lavorano per accudire i malati, organizzare tante situazioni difficili specialmente legate al tema del lavoro. Dobbiamo riprendere con prudenza, rispettare tutte le norme, perchè l’emergenza non è terminata, ma anche proseguire con determinazione il cammino della nostra vita di credenti e cittadini».
Deciso nello scegliere una linea prudente è don Ignazio Serra, parroco di San Vero Milis: «Ho fatto sapere ai parrocchiani che fino al prossimo settembre le celebrazioni si faranno all’aperto. Non ci saranno eccezioni». (ma.gi.)
«Per noi è una grande notizia, che tutti aspettavamo da tempo, per la possibilità di riprendere le celebrazioni liturgiche con la partecipazione piena delle comunità cristiane. Mi sento di ringraziare – dice l’arcivescovo di Oristano, monsignor Roberto Carboni - prima di tutto il Signore e poi in particolare quanti, in questo tempo di pandemia, con diverse competenze e responsabilità a livello civile e religioso, hanno instancabilmente lavorato e lavorano per accudire i malati, organizzare tante situazioni difficili specialmente legate al tema del lavoro. Dobbiamo riprendere con prudenza, rispettare tutte le norme, perchè l’emergenza non è terminata, ma anche proseguire con determinazione il cammino della nostra vita di credenti e cittadini».
Deciso nello scegliere una linea prudente è don Ignazio Serra, parroco di San Vero Milis: «Ho fatto sapere ai parrocchiani che fino al prossimo settembre le celebrazioni si faranno all’aperto. Non ci saranno eccezioni». (ma.gi.)
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