Coronavirus, il Nord Sardegna chiuso perde un miliardo e mezzo
di Giovanni Bua
Sassari, la Camera di commercio fa i conti degli effetti del lockdown sino a luglio. Mazzata sui fatturati: 470 milioni in meno sul valore aggiunto. Turismo in crisi
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SASSARI. Il lockdown? Una mazzata a nove zeri. La chiusura delle attività da marzo a luglio costerà, nel solo nord Sardegna, una perdita di 470 milioni sul valore aggiunto e di 1,5 miliardi sul fatturato. Con le realtà turistiche che pagheranno il maggior dazio, su tutte Olbia, i comuni della Costa Smeralda e Alghero, ma anche Sassari che si prepara a registrare un rosso in doppia cifra. . Numeri da capogiro, messi in fila in un accuratissimo report realizzato dalla Camera di Commercio di Sassari, che danno conto di una situazione nella quale non c’è più tempo da perdere per trovare una ricetta che eviti il tracollo.
Secondo l'analisi effettuata dall’ufficio studi dell’ente camerale – che ha escluso dalle valutazioni l’agricoltura, il credito e le assicurazioni e la pubblica amministrazione – nel nord Sardegna le misure di contrasto all’epidemia hanno portato alla chiusura temporanea del 51 per cento delle imprese (18.076), gran parte delle quali operano nell’ambito della fornitura di servizi (13 mila, il 73 per cento). Dinamica che, a ruota, ha fermato a causa della pandemia 44mila addetti su un totale di oltre 103mila unità lavorative.
A questo si aggiunge la “ variabile” principe: il turismo, settore trainante per l’economia territoriale. Basti pensare che il territorio analizzato normalmente ha poco meno di 500mila residenti che diventano in media oltre 635mila spalmando nell’anno le presenze nei mesi estivi, con picchi di crescita rispetto alla media della popolazione tra luglio e agosto dal 31,6 al 36 per cento. Presenza che non ci saranno, e faranno cadere nel vortice della crisi servizi diretti e indotto.
Risultato? Tra marzo e luglio è stata stimata una perdita complessiva di circa 470 milioni sul valore aggiunto e di 1,5 miliardi sul fatturato, quasi tutti messi sul piatto dei “servizi”, che da soli contribuiscono alla creazione del 70 per cento della ricchezza sul territorio e che bruceranno 300 milioni sul valore aggiunto e più di un miliardo sul fatturato.
Andando nel dettaglio dei singoli territori Sassari, globalmente, con 4.247 attività sospese e 11mila addetti a casa, perderà, il 10,2 sul valore aggiunto e l’11,2 sul fatturato.
Numeri che schizzano ad Alghero (che ha patito il 54% delle attività in sospensione) che secondo i calcoli camerali potrebbe subire una perdita del 17,4 del valore aggiunto e del 17 sul fatturato. Cala, ma regge, Porto Torres, che andrà comunque in territorio negativo con un -6,8 per cento per il valore aggiunto e il 4,9 sul fatturato. E Ozieri, una delle amministrazioni con minore incidenza di attività sospese (il 44%) e minori cali di valore aggiunto e fatturato: il 7,6 e l’8,7 per cento.
Il prezzo più salato si pagherà però ad est, con Olbia che ha fronteggiato la sospensione del 54 per cento delle attività e subirà una perdita complessiva di circa il 14,2 per cento sul valore aggiunto e il 13 del fatturato. E dovrà fare i conti con il crollo di presenze, che normalmente tra giugno e luglio fanno schizzare i 60mila residenti a oltre 100mila.
Crollo che travolgerà inevitabilmente Arzachena (967 imprese sospese su 1652 con il 56% dei 5298 addetti a casa) che secondo i calcoli camerali perderà il 26 per cento sul valore aggiunto e il 25,7 sul fatturato. E Palau, con il 61 per cento di attività sospese e perdite stimate del 20,6 per il valore aggiunto e 18,4 sul fatturato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Secondo l'analisi effettuata dall’ufficio studi dell’ente camerale – che ha escluso dalle valutazioni l’agricoltura, il credito e le assicurazioni e la pubblica amministrazione – nel nord Sardegna le misure di contrasto all’epidemia hanno portato alla chiusura temporanea del 51 per cento delle imprese (18.076), gran parte delle quali operano nell’ambito della fornitura di servizi (13 mila, il 73 per cento). Dinamica che, a ruota, ha fermato a causa della pandemia 44mila addetti su un totale di oltre 103mila unità lavorative.
A questo si aggiunge la “ variabile” principe: il turismo, settore trainante per l’economia territoriale. Basti pensare che il territorio analizzato normalmente ha poco meno di 500mila residenti che diventano in media oltre 635mila spalmando nell’anno le presenze nei mesi estivi, con picchi di crescita rispetto alla media della popolazione tra luglio e agosto dal 31,6 al 36 per cento. Presenza che non ci saranno, e faranno cadere nel vortice della crisi servizi diretti e indotto.
Risultato? Tra marzo e luglio è stata stimata una perdita complessiva di circa 470 milioni sul valore aggiunto e di 1,5 miliardi sul fatturato, quasi tutti messi sul piatto dei “servizi”, che da soli contribuiscono alla creazione del 70 per cento della ricchezza sul territorio e che bruceranno 300 milioni sul valore aggiunto e più di un miliardo sul fatturato.
Andando nel dettaglio dei singoli territori Sassari, globalmente, con 4.247 attività sospese e 11mila addetti a casa, perderà, il 10,2 sul valore aggiunto e l’11,2 sul fatturato.
Numeri che schizzano ad Alghero (che ha patito il 54% delle attività in sospensione) che secondo i calcoli camerali potrebbe subire una perdita del 17,4 del valore aggiunto e del 17 sul fatturato. Cala, ma regge, Porto Torres, che andrà comunque in territorio negativo con un -6,8 per cento per il valore aggiunto e il 4,9 sul fatturato. E Ozieri, una delle amministrazioni con minore incidenza di attività sospese (il 44%) e minori cali di valore aggiunto e fatturato: il 7,6 e l’8,7 per cento.
Il prezzo più salato si pagherà però ad est, con Olbia che ha fronteggiato la sospensione del 54 per cento delle attività e subirà una perdita complessiva di circa il 14,2 per cento sul valore aggiunto e il 13 del fatturato. E dovrà fare i conti con il crollo di presenze, che normalmente tra giugno e luglio fanno schizzare i 60mila residenti a oltre 100mila.
Crollo che travolgerà inevitabilmente Arzachena (967 imprese sospese su 1652 con il 56% dei 5298 addetti a casa) che secondo i calcoli camerali perderà il 26 per cento sul valore aggiunto e il 25,7 sul fatturato. E Palau, con il 61 per cento di attività sospese e perdite stimate del 20,6 per il valore aggiunto e 18,4 sul fatturato.
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