Aggredita durante la corsa e violentata da un 16enne
di Stefania Puorro
La vittima è stata bloccata a terra dal ragazzo che ha tentato di strangolarla
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LA MADDALENA. La serata era tiepida. E Luisa (nome di fantasia), una cinquantenne della Maddalena, stava percorrendo con un buon passo una stradina di Isuleddu, nel quartiere di Moneta, vicino alla spiaggia. Guardava il mare, mentre faceva jogging, sotto un cielo che ancora non era diventato scuro. Erano circa le 19,30 di lunedì. Poi l’inizio di un incubo, di interminabili e terrificanti momenti. È stata afferrata alle spalle da un sedicenne tunisino, scaraventata per terra, denudata, violentata. E quasi strangolata. Lui, un ragazzo energico di un metro e ottanta (che si trovava nella comunità educativa per minori “Casa Futura”), l’ha bloccata con tutta la sua forza, mentre la donna non riusciva a ribellarsi. Poi Luisa ha gridato. E due persone che si allenavano a poca distanza hanno cominciato a correre verso quelle urla di aiuto: hanno trovato la donna per terra, mentre l’aggressore è riuscito a scappare.
L’arresto. Appena è scattato l’allarme, si sono mobilitati subito i carabinieri della stazione, coordinati dal tenente colonnello Davide Crapa che guida il Reparto Territoriale di Olbia. E un’ambulanza del 118 ha portato la donna in ospedale: è stata visitata e ha ricevuto il necessario supporto psicologico. Anche se le sue condizioni sono buone, è traumatizzata e sotto choc. La caccia all’uomo è durata poche ore. La zona nella quale il sedicenne aveva cercato la fuga è stata circondata e attorno all’una del mattino, in mezzo ai cespugli, il giovane è stato trovato e bloccato. Immediato l’arresto per violenza sessuale e tentato omicidio. È stata aperta un’inchiesta. Molti sono gli elementi già raccolti, ma il lavoro di indagine, particolarmente delicato, sarà ancora molto lungo
L’aggressore. Originario della Tunisia, il sedicenne viveva da tempo in una cittadina dell’Abruzzo. Alle sue spalle diversi precedenti, ma non si sa per quale reato stesse scontando una pena detentiva nella comunità di via Principe Amedeo, a Due Strade, dove un tempo c’era la clinica dell’Us Navy. In strutture come questa, vengono ospitati anche giovani di diverse località su disposizione del tribunale dei minorenni per affrontare un percorso di rieducazione sotto la guida di personale esperto e specializzato. Il sedicenne arrestato era stato dunque assegnato a “Casa Futura” e da qui, l’altro ieri, si è allontanato. Saranno i carabinieri a cercare di ricostruire tutti i suoi movimenti.
Le indagini. Ora si deve anche cercare di capire se il giovane conoscesse la donna e se la stesse seguendo. Quel che è certo è che l’ha vista su quella stradina a Isuleddu, l’ha seguita e, appena l’ha raggiunta, l’ha spinta per terra e l’ha stuprata. Luisa ha provato a divincolarsi, a opporsi in ogni modo. Ha anche colpito il suo aggressore ma non si è liberata da quella presa violenta e da quelle mani che le stringevano il collo. Quando è riuscita a urlare, ha attirato l’attenzione di due persone. Sono state loro a chiamare subito il 112 e a chiedere l’intervento di un’ambulanza appena hanno trovato la donna che tremava, sconvolta e devastata dalla paura. Secondo alcune informazioni, uno dei due potrebbe aver visto il sedicenne con la faccia graffiata mentre si allontanava, ma è un particolare non confermato e su cui i carabinieri dovranno lavorare. Dal momento in cui è scattato l’allarme, i militari della Maddalena e altri uomini del reparto territoriale di Olbia si sono mobilitati senza un attimo di sosta. Il buio non li avrebbe certo fermati. E infatti, dopo meno di cinque ore, hanno trovato e arrestato il sedicenne, già trasferito al centro di prima accoglienza del tribunale dei minorenni di Sassari.
Il sindaco. Non ha parole, il sindaco della Maddalena Luca Montella: «Questi fatti non appartengono alla nostra comunità e ci lasciano sgomenti. Dico solo che più del colore della pelle, mi preoccupa il colore terribile dell’anima che hanno certi individui, bianchi, neri, marroni o gialli che siano. È lì che bisogna scavare per cercare di capire l’origine di certe terribili azioni».
L’arresto. Appena è scattato l’allarme, si sono mobilitati subito i carabinieri della stazione, coordinati dal tenente colonnello Davide Crapa che guida il Reparto Territoriale di Olbia. E un’ambulanza del 118 ha portato la donna in ospedale: è stata visitata e ha ricevuto il necessario supporto psicologico. Anche se le sue condizioni sono buone, è traumatizzata e sotto choc. La caccia all’uomo è durata poche ore. La zona nella quale il sedicenne aveva cercato la fuga è stata circondata e attorno all’una del mattino, in mezzo ai cespugli, il giovane è stato trovato e bloccato. Immediato l’arresto per violenza sessuale e tentato omicidio. È stata aperta un’inchiesta. Molti sono gli elementi già raccolti, ma il lavoro di indagine, particolarmente delicato, sarà ancora molto lungo
L’aggressore. Originario della Tunisia, il sedicenne viveva da tempo in una cittadina dell’Abruzzo. Alle sue spalle diversi precedenti, ma non si sa per quale reato stesse scontando una pena detentiva nella comunità di via Principe Amedeo, a Due Strade, dove un tempo c’era la clinica dell’Us Navy. In strutture come questa, vengono ospitati anche giovani di diverse località su disposizione del tribunale dei minorenni per affrontare un percorso di rieducazione sotto la guida di personale esperto e specializzato. Il sedicenne arrestato era stato dunque assegnato a “Casa Futura” e da qui, l’altro ieri, si è allontanato. Saranno i carabinieri a cercare di ricostruire tutti i suoi movimenti.
Le indagini. Ora si deve anche cercare di capire se il giovane conoscesse la donna e se la stesse seguendo. Quel che è certo è che l’ha vista su quella stradina a Isuleddu, l’ha seguita e, appena l’ha raggiunta, l’ha spinta per terra e l’ha stuprata. Luisa ha provato a divincolarsi, a opporsi in ogni modo. Ha anche colpito il suo aggressore ma non si è liberata da quella presa violenta e da quelle mani che le stringevano il collo. Quando è riuscita a urlare, ha attirato l’attenzione di due persone. Sono state loro a chiamare subito il 112 e a chiedere l’intervento di un’ambulanza appena hanno trovato la donna che tremava, sconvolta e devastata dalla paura. Secondo alcune informazioni, uno dei due potrebbe aver visto il sedicenne con la faccia graffiata mentre si allontanava, ma è un particolare non confermato e su cui i carabinieri dovranno lavorare. Dal momento in cui è scattato l’allarme, i militari della Maddalena e altri uomini del reparto territoriale di Olbia si sono mobilitati senza un attimo di sosta. Il buio non li avrebbe certo fermati. E infatti, dopo meno di cinque ore, hanno trovato e arrestato il sedicenne, già trasferito al centro di prima accoglienza del tribunale dei minorenni di Sassari.
Il sindaco. Non ha parole, il sindaco della Maddalena Luca Montella: «Questi fatti non appartengono alla nostra comunità e ci lasciano sgomenti. Dico solo che più del colore della pelle, mi preoccupa il colore terribile dell’anima che hanno certi individui, bianchi, neri, marroni o gialli che siano. È lì che bisogna scavare per cercare di capire l’origine di certe terribili azioni».
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