Nel Decreto rilancio 42 milioni per l’isola
Un primo intervento per far fronte ai maggiori costi organizzativi e la sorveglianza nella Fase 2
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CAGLIARI. Dal decreto Rilancio, approvato dal Consiglio dei ministri, sono in arrivo i primi milioni per coprire l’aumento della spesa sanitaria durante l’emergenza coronavirus. Il Governo ha stanziato seduta stante un miliardo e mezzo per le Regioni. Alla Sardegna sono stati assegnati 42 milioni, almeno così c’è scritto nelle tabelle allegate al decretone. Serviranno per far fronte – si legge nella relazione di accompagnamento – «ai maggiori costi organizzativi, compreso l’acquisto di macchinari sanitari, e a quelli del personale sanitario finora sostenuti», ma anche per «rafforzare il monitoraggio e la sorveglianza della circolazione del virus durante la fase 2». Quei soldi non basteranno di sicuro e infatti il ministero della salute ha fatto sapere che «è solo una prima tranche in attesa di conoscere quale è stata la reale spesa sostenuta dalle Regioni da quando è scattata l’emergenza sanitaria». Il conto sarà fatto nei prossimi giorni ma si sa già che la Regione ha dato ormai fondo ai suoi 60 milioni, stanziati ormai diversi mesi fa. «Quel nostro fondo ormai è quasi esaurito – fa sapere l’assessore alla sanità Mario Nieddu – e infatti dovremo intervenire di nuovo». Soprattutto perché la strategia su come contenere il virus nei prossimi mesi è in gran parte da mettere ancora a punto. Ad esempio, come sollecitato dal ministro Roberto Speranza, «ogni Regione dovrà potenziare, in queste settimane, il piano di sorveglianza attiva nelle aree a rischio, ospedali e residenze per anziani, ma soprattutto nei Comuni, per intercettare nuovi possibili focolai e tracciare in modo tempestivo eventuali altri casi positivi». Uscita dal tunnel del sistema sanitario messo sotto pressione nella fase acuta della pandemia, la Regione ha pronto un piano per garantire il massimo della prevenzione e dell’assistenza sul territorio. Serviranno altri milioni, non c’è dubbio, ma l’assessore alla sanità ha in mente anche altro: «Dobbiamo trovare anche i soldi necessari per riconoscere un giusto premio di produttività ai medici e agli infermieri che hanno combattuto in prima linea il coronavirus. Se lo sono meritati davvero». (ua)
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