Stupri seriali, 30enne sardo sotto accusa a Lodi
Arrestato a Milano dopo l’aggressione ad una escort 70enne sarebbe responsabile di altre 4 violenze
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SASSARI. Davide Corona, 30enne sardo ma residente a Lodi, è accusato di essere lo stupratore seriale che ha terrorizzato le escort d mezza Lombardia tra la primavera e l’autunno dello scorso anno. L’uomo era già in carcere, dove stava scontando la pena per il sequestro, lo stupro e la rapina ai danni di una escort 70enne avvenuto il 3 novembre a Milano, quando i carabinieri di Milano gli hanno consegnato un’ordinanza di custodia cautelare per altri stupri avvenuti tra Lodi e Cremona ai danni di quattro escort. Gli inquirenti, tuttavia, non escludono che Corona possa essere il protagonista anche di altre violenze. Il 30enne di origine sarda, pregiudicato e con problemi di alcol e droga, è rinchiuso nel carcere di Monza dopo l’arresto avvenuto sei mesi fa a Milano, quando aveva violentato per undici ore una 70enne conosciuta in un sito di incontri per adulti. La donna aveva appuntato il numero di telefono dell’aguzzino prima che avvenisse l’incontro, preoccupata dai modi dell’interlocutore. Quando Corona si è presentato al domicilio della donna, tutte le preoccupazioni si sono subito trasformate in un lungo incubo: prima ha chiuso tutte le tapparelle dell’appartamento, poi si è fatto consegnare i cellulari della donna e quando si è sentito al scuro ha dato inizio alle violenze. Prima di liberare la sua vittima dall’incubo, le ha sottratto 500 euro. Una volta scappato, la donna ha chiamato i carabiniere che, tramite il numero di telefono, sono riusciti a dare un nome all’aggressore che è stato rintracciato e arrestato.
Il modus operandi di Davide Corona ha però ricordato agli investigatori altri episodi simili, tutti nati dopo un approccio virtuale su un sito di incontri e dopo aver pattuito una prestazione sessuale a pagamento. Al momento dell’incontro, però, Corona si manifestava per quello che era e, dopo la violenza, provvedeva a far sparire i cellulari delle vittime che venivano anche derubate. Prima di accanirsi contro le escort, il 30enne era stato arrestato due volte negli i ultimi due anni, prima per stalking e poi per atti persecutori ai danni delle ultime due compagne. Dopo quegli episodi ha iniziato la caccia alle prostitute, che forse considerava più deboli. Secondo la procura di Milano avrebbe trascorso ore sui siti Internet prima di individuare le sue prede, che contattava al telefono e poi raggiungeva presentandosi agli appuntamenti armato di coltello. (c.z.)
Il modus operandi di Davide Corona ha però ricordato agli investigatori altri episodi simili, tutti nati dopo un approccio virtuale su un sito di incontri e dopo aver pattuito una prestazione sessuale a pagamento. Al momento dell’incontro, però, Corona si manifestava per quello che era e, dopo la violenza, provvedeva a far sparire i cellulari delle vittime che venivano anche derubate. Prima di accanirsi contro le escort, il 30enne era stato arrestato due volte negli i ultimi due anni, prima per stalking e poi per atti persecutori ai danni delle ultime due compagne. Dopo quegli episodi ha iniziato la caccia alle prostitute, che forse considerava più deboli. Secondo la procura di Milano avrebbe trascorso ore sui siti Internet prima di individuare le sue prede, che contattava al telefono e poi raggiungeva presentandosi agli appuntamenti armato di coltello. (c.z.)
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