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Piccoli ospedali da salvare: presìdi fondamentali

Piccoli ospedali da salvare: presìdi fondamentali

«Non possono esserci aree meno fortunate di altre. Punti nascita: valutiamo a seconda dei casi»

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SASSARI. Nella visione meno ospedalocentrica e più vicina al cittadino di cui parla Solinas, i piccoli presìdi sanitari nei piccoli centri non hanno più un ruolo da comparse. Niente tagli, non si chiude nulla: quello che c’è viene utilizzato al meglio sulla base delle richieste del territorio e di tutto quello che c’è intorno. No ai doppioni, meglio diversificare a vantaggio di tutti. Alla domanda sul ruolo dei piccoli ospedali nella sanità che verrà, il governatore Solinas ha risposto così: «Io credo che non debbano esistere aree della Sardegna meno fortunate di altre dove la gente è obbligata a fare molti chilometri per usufruire di una prestazione sanitaria, dunque di un suo diritto. È la sanità che deve avvicinarsi al cittadino e non il contrario. Per questo i presìdi che ci sono non saranno chiusi ma trasformati all’interno di un disegno complessivo che vede l’alta specializzazione nei grandi poli e i servizi distribuiti nei territori. Questo – spiega Solinas – a tutela della popolazione. È impensabile infatti avere la neurochirurgia in un piccolo ospedale che non offre una casistica sufficiente di interventi, meglio invece garantire la presenza di ambulatori e presìdi di primo intervento ai quali la popolazione si può rivolgere in ogni momento in caso di necessità e dove troverà personale in grado di dare tutte le risposte». Ma questo discorso, che prefigura una distribuzione a cascata di servizi e specialità dal centro alle periferie, non esclude che ci possano essere delle eccezioni. Per esempio sui punti nascita. Alla domanda sulla volontà o meno di riaprire quelli chiusi sull’isola della Maddalena, così come alcuni altri – per esempio Bosa, su cui è calata la scure 10 anni fa, e Ozieri – Solinas si è mostrato possibilista: «Sulla base delle situazioni particolari si può pensare anche a specializzazioni decentrate. Un caso esemplare è quello della Maddalena, isola nell’isola. Il punto nascita è stato chiuso nel rispetto dei parametri ministeriali che fissano un minimo numero di parti all’anno come condizione imprescindibile per mantenere il presidio aperto. Io credo che si possa rovesciare il ragionamento partendo dal numero di casi per équipe». Significa questo: le équipe di specialisti sono mobili e operano in diverse strutture mettendo insieme un numero adeguato di parti, in questo modo la struttura avrebbe i requisiti per mantenere in vita il punto nascita.

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