La Nuova Sardegna

L’isola pronta all’accoglienza Solinas non molla sui controlli

L’isola pronta all’accoglienza Solinas non molla sui controlli

Il governatore insiste sulla Sardegna Covid-free ma c’è il rebus dei tamponi Il costo troppo elevato non può renderli obbligatori: chiesto l’aiuto del governo

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SASSARI. Il nodo da sciogliere è quello dei controlli su chi arriva: come verificare che chi sbarca in Sardegna sia in buona salute? Tra tamponi salivari, molecolari e test rapidi il dibattito è apertissimo. Da una parte la Regione e il comitato scientifico, convinti dell’opportunità di pretendere controlli accurati, unica garanzia per evitare in estate la diffusione del contagio. L’obiettivo è mantenere l’isola Covid-free a tutela dei sardi e dei visitatori che per le loro vacanze scelgono un posto sicuro. Dall’altra parte ci sono tutte le difficoltà legate ai controlli. Per questo la Regione ha preso tempo decidendo di tenere porti e aeroporti in stand by sino al 15 giugno, quando ripartiranno tutti i collegamenti nazionali per poi arrivare al 25 con quelli internazionali. Sino ad allora saranno autorizzate solo ripartenze parziali, come quella di Olbia, e poi il 1 giugno riprenderanno i voli in continuità territoriale.

Il rebus dei controlli. Solinas sogna il passaporto sanitario, un documento che chi sbarca porta in valigia e dove è certificata l’esecuzione del tampone nei sette giorni precedenti e l’esito negativo. Un’idea che il governatore ha sostenuto con forza anche nel recente forum della Nuova e ha ribadito nell’intervista pubblicata ieri sul quotidiano Il Sole 24 ore: «Siamo stati i primi in Italia a chiudere porti e aeroporti (il 14 marzo ndr), oggi dobbiamo capitalizzare questo sacrificio mantenendo la percezione a livello internazionale che questa è una destinazione turistica Covid free. Da noi praticamente non c'è stata circolazione del virus. I pochi casi che abbiamo registrato sono stati circoscritti a ospedali e case di riposo. «Pensiamo a un sistema di controlli in ingresso, ogni turista dovrà avere un passaporto sanitario». Ma ecco il primo problema: il costo dei tamponi, dai 100 ai 120 euro, a carico del turista. Troppo, soprattutto per le famiglie. E allora? «Per questo chiediamo la liberalizzazione a livello nazionale e il conseguente abbattimento dei costi. Il Governo dovrebbe affrontare questo tema». Solinas conferma anche che l’attenzione è puntata verso un particolare tipo di test «salivare, a processazione molecolare, che richiede tempi brevi con la risposta in 20 minuti. Ne servono circa 2 milioni e in questi giorni stiamo lavorando ai rifornimenti. Puntiamo a chiudere un accordo con Federfarma in modo che siano disponibile in tutte le farmacie italiane a un costo basso, circa 20-25 euro, che saranno rimborsati in servizi dalle strutture ricettive sarde».

Il piano B. C’è ma non piace molto a Solinas perché non è considerato abbastanza affidabile. È caldeggiato invece dalle società di gestione degli scali perché non comporterebbe perdite di tempo né la necessità di aree specifiche dove verificare i passaporti sanitari o peggio ancora eseguire i test. Il piano prevede di fare «controlli con termo scanner agli arrivi – dice Solinas – e faremo inoltre scaricare una app ai turisti per verificare lo stato di salute nei primi 3 giorni dall'ingresso tracciando tutti gli spostamenti e i contatti in caso di eventuali positivi per arginare i focolai». Basterà? (si. sa.)

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