Sassari, per il nuovo ospedale un sì bipartisan
Il sindaco Campus: abbiamo bisogno di un progetto organico globale. Soddisfatto anche Ganau
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wSASSARI. L’annuncio da parte del governatore Solinas di voler riprendere e concretizzare il progetto di un nuovo ospedale a Sassari, trova consensi da parte dei politici del territorio.
Il sindaco Nanni Campus. «Abbiamo bisogno di un progetto organico globale: di un ospedale fatto da padiglioni collegati sia spazialmente che funzionalmente ma al contempo isolabili per funzioni e per emergenza ( Covid insegna) senza sprecare quanto già esistente. E il progetto deve prevedere un piano complessivo di riutilizzazione del Santissima Annunziata e dei padiglioni storici delle Cliniche. Ho da tempo espresso al Presidente la necessità di un investimento complessivo e di un progetto adeguato alle funzioni di massimo livello dì intensità e complessità, che il sistema sanitario regionale e sopratutto i sardi, ben oltre i limiti della nostra provincia, chiedono e giustamente pretendono dalla Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari».
Gianfranco Ganau. «Sin dal primo momento in cui si è parlato di nuovo ospedale a Sassari, il progetto mi ha trovato totalmente d’accordo. Quando è avvenuta la fusione funzionale tra l’ospedale e le cliniche universitarie, secondo me era il momento di pensare concretamente anche a unire le due anime della sanità da un punto di vista logistico. Invece si è andati avanti con l’inutile sviluppo delle stecche universitarie, che non ha alcun senso. Con il Puc abbiamo individuato la localizzazione del nuovo ospedale, che potrebbe essere ospitato nella zona di Li Punti. Siamo a quattro chilometri dal centro cittadino, e in un’area facilmente raggiungibile dai centri dell’hinterland».
Antonello Peru. «Da anni insisto sulla realizzazione di un ospedale completamente nuovo a Sassari. Le motivazioni sono chiare. Le tre aree principali che devono far parte di un presidio ospedaliero (l’area medica, quella chirurgica e quella diagnostica e laboratorio) a Sassari sono dislocate in ben sette padiglioni, lontane le une dalle altre, senza che abbiano la possibilità di dialogare tra di loro. Abbiamo fuso le strutture dell’AOU e della ASL ma una strada continua a dividere quello che dovrebbe essere unito e integrato. A Sassari ci sono due rianimazioni, tre chirurgie, due medicine interne, due radiologie, doppioni e strutture sanitarie triplicate e con esse aumentano in maniera esponenziale i costi ma anche il mal funzionamento, con dispendio di energie anche da parte degli stessi operatori sanitari. Spendiamo un milione e mezzo di euro all’anno di ambulanze per portare pazienti da un reparto ad un altro. Non c’è un’adeguata area parcheggi. Una volta ultimato il nuovo ospedale, il Santissima Annunziata potrebbe diventare RSA mentre gli altri padiglioni di viale San Pietro potrebbero ospitare gli uffici amministrativi non solo della sanità ma anche di altri enti pubblici. Ci sarebbe sicuramente una ulteriore riduzione di costi, per tutte le somme per gli affitti che vengono attualmente pagate e che verrebbero risparmiate. Insomma si tratterebbe di una rivoluzione positiva i cui benefici sarebbero indubbi sotto tutti i punti di vista. Sono contento del fatto che il presidente della regione voglia andare in questa direzione». (lu.so.)
Il sindaco Nanni Campus. «Abbiamo bisogno di un progetto organico globale: di un ospedale fatto da padiglioni collegati sia spazialmente che funzionalmente ma al contempo isolabili per funzioni e per emergenza ( Covid insegna) senza sprecare quanto già esistente. E il progetto deve prevedere un piano complessivo di riutilizzazione del Santissima Annunziata e dei padiglioni storici delle Cliniche. Ho da tempo espresso al Presidente la necessità di un investimento complessivo e di un progetto adeguato alle funzioni di massimo livello dì intensità e complessità, che il sistema sanitario regionale e sopratutto i sardi, ben oltre i limiti della nostra provincia, chiedono e giustamente pretendono dalla Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari».
Gianfranco Ganau. «Sin dal primo momento in cui si è parlato di nuovo ospedale a Sassari, il progetto mi ha trovato totalmente d’accordo. Quando è avvenuta la fusione funzionale tra l’ospedale e le cliniche universitarie, secondo me era il momento di pensare concretamente anche a unire le due anime della sanità da un punto di vista logistico. Invece si è andati avanti con l’inutile sviluppo delle stecche universitarie, che non ha alcun senso. Con il Puc abbiamo individuato la localizzazione del nuovo ospedale, che potrebbe essere ospitato nella zona di Li Punti. Siamo a quattro chilometri dal centro cittadino, e in un’area facilmente raggiungibile dai centri dell’hinterland».
Antonello Peru. «Da anni insisto sulla realizzazione di un ospedale completamente nuovo a Sassari. Le motivazioni sono chiare. Le tre aree principali che devono far parte di un presidio ospedaliero (l’area medica, quella chirurgica e quella diagnostica e laboratorio) a Sassari sono dislocate in ben sette padiglioni, lontane le une dalle altre, senza che abbiano la possibilità di dialogare tra di loro. Abbiamo fuso le strutture dell’AOU e della ASL ma una strada continua a dividere quello che dovrebbe essere unito e integrato. A Sassari ci sono due rianimazioni, tre chirurgie, due medicine interne, due radiologie, doppioni e strutture sanitarie triplicate e con esse aumentano in maniera esponenziale i costi ma anche il mal funzionamento, con dispendio di energie anche da parte degli stessi operatori sanitari. Spendiamo un milione e mezzo di euro all’anno di ambulanze per portare pazienti da un reparto ad un altro. Non c’è un’adeguata area parcheggi. Una volta ultimato il nuovo ospedale, il Santissima Annunziata potrebbe diventare RSA mentre gli altri padiglioni di viale San Pietro potrebbero ospitare gli uffici amministrativi non solo della sanità ma anche di altri enti pubblici. Ci sarebbe sicuramente una ulteriore riduzione di costi, per tutte le somme per gli affitti che vengono attualmente pagate e che verrebbero risparmiate. Insomma si tratterebbe di una rivoluzione positiva i cui benefici sarebbero indubbi sotto tutti i punti di vista. Sono contento del fatto che il presidente della regione voglia andare in questa direzione». (lu.so.)
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