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Bambini dimenticati, l’Anci scrive alla Regione

Bambini dimenticati, l’Anci scrive alla Regione

Deiana: «Serve una strategia unitaria». A Cagliari sit-in degli operatori dei servizi educativi e ricreativi

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SASSARI. I bimbi e i lavoratori dei servizi educativi e ricreativi a essi dedicati sono tra le categorie più trascurate dalle istituzioni nella fase dell’uscita dall’emergenza Covid. Il presidente di Anci Sardegna Emiliano Deiana ha scritto agli assessori alle politiche sociali Mario Nieddu e alla pubblica istruzione Andrea Biancareddu sul tema della ripresa dei servizi legati alla prima infanzia (0/6 anni) e più in generale alla ripresa di tutte le attività scolastiche relative ai nido e micro nido (pubblici e privati), alla scuola di ogni ordine e grado. Deiana ricorda che «i bambini, gli adolescenti e i ragazzi hanno sofferto in maniera particolare del periodo di lockdown e serve pertanto una strategia unitaria che consenta la ripresa in sicurezza attraverso varie azioni coordinate che richiedono interventi multisettoriali e multispecialistici». Da Anci Sardegna arriva la proposta di attivare un tavolo permanente fra assessorati all’istruzione e alle politiche sociali «che indichi ai decisori finali problemi e soluzioni sulla fascia di età 0-6 anni in relazione alle “regole di ingaggio” per la ripresa delle attività, il tutto validato dal comitato tecnico-scientifico che supporta l’azione della giunta Solinas in relazione all’emergenza Covid19». Le azioni da intraprendere, secondo l’Anci, devono disegnare diversi scenari che consentano, nel caso di una ripresa dei contagi, di valutare diverse opzioni che vadano oltre a quella della chiusura tout-court delle attività. Anci Sardegna propone inoltre al Consiglio regionale l’approvazione di un sistema di regole legislative condiviso fra le forze politiche che disegni, anche in relazione all’emergenza sanitaria, un sistema di istruzione sardo capace di disegnare regole più adatte alla realtà sarda e di combattere la dispersione e l’abbandono scolastico in maniera più efficace. Nel frattempo ieri mattina a Cagliari c’è stata la manifestazione dei lavoratori (fermi da marzo) di asili, centri estivi, micronidi e servizi per bambini, che rischiano di non riaprire a causa dei rigidi protocolli sanitari disposti dal governo. Duecento persone circa in rappresentanza di migliaia di lavoratori del settore (c’era anche un gruppo di suore) si sono ritrovate davanti al palazzo della Regione, in viale Trento, e lungo i marciapiedi sono stati sistemati tavolini e sedie per bambini, quasi a ricreare il clima da asilo. Le strutture in pericolo in tutta la Sardegna sono circa 750. Hanno chiesto un tavolo operativo e un intervento che sblocchino la situazione, ad esempio per la riapertura dei centri estivi, ma anche per il sostegno nei mesi scoperti dalla Cig di tutti i lavoratori del settore.

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