Niente macchina per i tamponi al Cto di Iglesias
L’apparecchiatura è stata richiesta più volte, ma è finita a San Gavino dove già ne esisteva un’altra
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IGLESIAS. Al Cto di Iglesias si continua a operare e a svolgere tutte le normali attività quotidiane di un presidio ospedaliero (che non è più solo centro traumatologico e ortopedico) senza alcun intervento di verifica sull’eventuale positività dei pazienti al Covid 19.
Dal Cto sono partite, in diverse occasioni, delle richieste per avere a disposizione un’apparecchiaura che consente di gestire in tempi rapidi l’esame dei tamponi faringei.
A Iglesias questa apparecchiatura non è mai arrivata perché sembrerebbe sia stata inviata all’ospedale di San Gavino dove però uno strumento analogo era già in funzione.
Tra il personale sanitario del Cto di Iglesias serpeggia quindi un certo malcontento e anche una certa paura. Nella Asl iglesiente, infatti, non si è in grado di eseguire dei tamponi e di avere i risultati in tempi rapidi. Chi entra nell’ospedale per una qualche ragione e deve essere sottoposto a delle terapie o magari a un intervento chirurgico, non viene testato in alcun modo per verificarne la positività o meno al virus.
Dall’inizio dell’emergenza si è andati avanti così e le uniche forme di tutela, per personale e pazienti, sono i dispositivi di protezione individuale.
Pare che neppure un dipendente dell’ospedale sia mai stato testato e anche nel periodo di maggiore difficoltà, quando una radioterapista che era stata in Lombardia aveva contratto il virus, siano stati eseguiti dei tamponi alle persone che erano venute in contatto con la donna. Tutto si è risolto con dei periodi di isolamento, ma un vero quadro della situazione non è stato fatto. L’apparecchiatura sollecitata più volte dalla direzione del Cto di Iglesias avrebbe potuto dare un’autonomia e una tempestività di diagnosi alla struttura di un territorio che, soprattutto in questa circostanza, si è sentito un po’ abbandonato.
Dal Cto sono partite, in diverse occasioni, delle richieste per avere a disposizione un’apparecchiaura che consente di gestire in tempi rapidi l’esame dei tamponi faringei.
A Iglesias questa apparecchiatura non è mai arrivata perché sembrerebbe sia stata inviata all’ospedale di San Gavino dove però uno strumento analogo era già in funzione.
Tra il personale sanitario del Cto di Iglesias serpeggia quindi un certo malcontento e anche una certa paura. Nella Asl iglesiente, infatti, non si è in grado di eseguire dei tamponi e di avere i risultati in tempi rapidi. Chi entra nell’ospedale per una qualche ragione e deve essere sottoposto a delle terapie o magari a un intervento chirurgico, non viene testato in alcun modo per verificarne la positività o meno al virus.
Dall’inizio dell’emergenza si è andati avanti così e le uniche forme di tutela, per personale e pazienti, sono i dispositivi di protezione individuale.
Pare che neppure un dipendente dell’ospedale sia mai stato testato e anche nel periodo di maggiore difficoltà, quando una radioterapista che era stata in Lombardia aveva contratto il virus, siano stati eseguiti dei tamponi alle persone che erano venute in contatto con la donna. Tutto si è risolto con dei periodi di isolamento, ma un vero quadro della situazione non è stato fatto. L’apparecchiatura sollecitata più volte dalla direzione del Cto di Iglesias avrebbe potuto dare un’autonomia e una tempestività di diagnosi alla struttura di un territorio che, soprattutto in questa circostanza, si è sentito un po’ abbandonato.
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