La Nuova Sardegna

Contagi in calo ovunque Scontro sull’indice “Rt”

di Manuela Correra e Elisabetta Guidobaldi
Contagi in calo ovunque Scontro sull’indice “Rt”

Aumentano gli asintomatici ma la curva epidemica scende ancora dappertutto L’Iss chiarisce la valutazione: non è una pagella ma uno strumento dinamico

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ROMA. I casi di Covid-19 sono in calo in tutte le Regioni italiane, inclusa la Lombardia, anche se permangono marcate differenze sul territorio. Pure l'indice di trasmissibilità Rt è sotto il valore 1 pressoché ovunque, mentre aumentano gli asintomatici individuati. È la fotografia dell'andamento della curva epidemica che arriva dall'ultimo report settimanale di monitoraggio della Fase 2 dell'Istituto superiore di sanità, con dati aggiornati al 20 maggio e relativi ai giorni dopo la fine del lockdown. Ma è proprio l'Rt, l'indice di contagio, il pomo della discordia e per quanto l'Istituto Superiore di sanità si affretti a spiegare che non è una pagella ed è un dato molto mobile, le regioni si sentono chiamate in causa e scendono in campo. In Valle D'Aosta, ad esempio, l'Rt è definito pari a 1.06, il valore più alto anche se momentaneo. Ma i responsabili regionali hanno replicato che «negli ultimi dieci giorni l'indice Rt in Valle d'Aosta è tra 0.5 e 0.6. Il calcolo è monitorato settimanalmente e anche pochi casi possono produrre una oscillazione. Ma possiamo affermare che l'indice di contagio Rt è marcatamente sotto l'1». C'è una «grande oscillazione» dell'indice Rt sul territorio. Anche dalla Lombardia arriva una segnalazione: «Il nostro Rt è passato da moderato a basso» - spiega l'assessore al welfare Gallera - e «l'Iss ha sottolineato l'efficacia messa in campo dalla nostra regione». Ma Rt - ha spiegato il presidente Iss Silvio Brusaferro - non è una pagella ma «uno strumento dinamico che ci aiuta a capire cosa succede e va letto con altri dati». Questo indice, tra i 21 indicatori previsti dal ministero della Salute per il monitoraggio, varia ora dallo 0.17 della Calabria (il più basso) allo 0.71 del Lazio e 0.86 dell'Abruzzo. Cautamente ottimista il ministro della Salute Speranza: «I dati sono al momento incoraggianti. Ma guai a pensare che la partita sia vinta. Serve massima cautela. Basta poco per vanificare i sacrifici fatti». Il trend in calo è confermato anche dai numeri della Protezione civile: sono infatti 59.322 i malati di coronavirus in Italia, 1.638 meno di giovedì, e sono saliti a 136.720 i guariti e i dimessi con un incrementodi 2.160. I contagiati totali sono quindi 228.658, 652 più di giovedì. Di questi, 86.384 sono in Lombardia. Altro dato positivo è quello delle terapie intensive: 595 i pazienti ricoverati, 45 meno di giovedì. Resta alto il numero dei decessi, anche se in otto regioni non si sono registrati morti per coronavirus nelle ultime 24 ore: sono 130 le vittime ed in totale i morti salgono così a 32.616. Quanto ai tamponi effettuati finora, sono arrivati a 3.318.778, 75.380 più di ieri, mai così tanti in 24 ore. E sono 2.121.847 le persone sottoposte a test. La situazione generale del primo periodo di post lockdown sembra dunque non destare particolare allarme. Il parametro dell'incidenza settimanale dei casi risulta infatti basso o intermedio-basso in tutte le Regioni, tranne 5: in Abruzzo, Marche, Emilia Romagna, Toscana e Valle d'Aosta, infatti, è definito intermedio-alto. Ma in generale, ha sottolineato Brusaferro, «non si registrano segnali di sovraccarico dei servizi ospedalieri. Non possiamo allentare le misure di protezione individuale, non si esclude un incremento dei casi nelle prossime settimane. L'indice Rt cambia su base settimanale e lo escluderei come criterio per gli spostamenti. Ma sono importanti anche le modalità di movimento, cioè - ha concluso - il come ci si sposta».

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