L’energia di Fiume Santo spiegata agli studenti
di Giovanni Dessole
Il direttore di EP Produzione Appeddu ha raccontato il lavoro alla centrale
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SASSARI. «La nostra è un’isola dalle enormi potenzialità, basta acquisire gli strumenti. Formatevi ragazzi, anche in Sardegna ci sono Università ottime come quella di Sassari con cui collaboriamo anche noi. E fate esperienze, anche all’estero. Acquisite esempi, tecnologie e idee che messe a fattor comune con altri possono consentire di creare qui attività stabili, profittevoli e soddisfacenti a livello professionale». Il volto sorridente dell’ingegner Paolo Appeddu, direttore della centrale EP Produzione di Fiume Santo, è la miglior fotografia dell’incontro online di ieri pomeriggio - oltre 7mila visualizzazioni in poco più di tre ore - nell’ambito del progetto “La Nuova@Scuola”. Immagine che fa il paio con quella dei ragazzi, che hanno interagito con lui senza timore e con tutta la curiosità data dall’età. Ragazzi, per EP Produzione, sono interlocutori importanti: «Abbiamo subito accettato l’invito a partecipare al progetto, ne condividiamo valori e scopi – spiega –. Ci consente di aprirci al territorio. E ci consente di mostrare cosa facciamo ai giovani, classe dirigente del futuro e speranza del pianeta, approfondendo tematiche importanti». Paolo Appeddu si racconta a tutti gli studenti del progetto e interagisce con Matteo e Gabriele (azuniani come lui), e ancora Adele, Maria Luisa, Alessia e Francesco. Racconta gli inizi proprio sui banchi del liceo Azuni e gli studi in ingegneria meccanica al Politecnico di Torino. L’impegno, le esperienze di lavoro da giovanissimo laureato. Il suo amore per le materie umanistiche, le scelte e il coronamento di una carriera brillante con l’incarico di direttore della centrale EP Produzione di Fiume Santo nel 2016.
La sua giornata tipo inizia presto, in una struttura in cui operano 500 persone ed è in funzione h24, sette giorni su sette. Lavora sul campo e dietro le scrivanie. Dedica il suo tempo libero alla famiglia e punta sul lavoro di squadra, perché “solo lavorare di squadra può consentire a Fiume Santo di ricoprire un ruolo essenziale nel quadro della produzione elettrica in Sardegna”. Tante le figure professionali che possono trovare spazio in centrale, con sguardo rivolto ai giovani e attenzione all’apporto dato dalle lavoratrici. «Produrre energia, avendo massima cura ed attenzione per l’ambiente e la sicurezza», dice Appeddu. Questo l’approccio che emerge dalle risposte date alle domande dei giovani intervistatori. Situazione che fa della centrale EP Produzione di Fiume Santo un modello apprezzato. Centrale il ruolo della sicurezza: «La mission aziendale poggia sul questo: nonostante i comprensibili rischi che lavorare in una centrale che produce energia può comportare, siamo orgogliosi dell’essere riusciti a ridurre a zero gli infortuni sul lavoro. Non è un caso, è frutto della pianificazione, degli investimenti e di politiche realizzate ad hoc. Importante anche il contenimento delle emissioni ambientali: i fumi sono trattati lavati e bonificati prima di essere immessi in atmosfera. Stesso identico discorso per le acque utilizzate che passano per sette impianti diversi di trattamento. La fumata bianca che si vede uscire ogni tanto dalle torri di Fiume Santo? Solo vapore acqueo». Il tema della decarbonizzazione (fissata in Italia al 2025) interessa gli studenti, l’ingegner Appeddu spiega nel dettaglio la situazione attuale e i possibili sviluppi che in Sardegna guardano alla conversione incentrata sull’impiego di biomasse vegetali. Nello svolgere la sua attività dice di non poter “rinunciare alla capacità di ascoltare gli altri, ciò che serve per fare al meglio quanto occorre per raggiungere gli obiettivi . Occorre supportarsi, avere fiducia in chi collabora con noi: solo insieme si ottengono risultati degni di nota”.
La sua giornata tipo inizia presto, in una struttura in cui operano 500 persone ed è in funzione h24, sette giorni su sette. Lavora sul campo e dietro le scrivanie. Dedica il suo tempo libero alla famiglia e punta sul lavoro di squadra, perché “solo lavorare di squadra può consentire a Fiume Santo di ricoprire un ruolo essenziale nel quadro della produzione elettrica in Sardegna”. Tante le figure professionali che possono trovare spazio in centrale, con sguardo rivolto ai giovani e attenzione all’apporto dato dalle lavoratrici. «Produrre energia, avendo massima cura ed attenzione per l’ambiente e la sicurezza», dice Appeddu. Questo l’approccio che emerge dalle risposte date alle domande dei giovani intervistatori. Situazione che fa della centrale EP Produzione di Fiume Santo un modello apprezzato. Centrale il ruolo della sicurezza: «La mission aziendale poggia sul questo: nonostante i comprensibili rischi che lavorare in una centrale che produce energia può comportare, siamo orgogliosi dell’essere riusciti a ridurre a zero gli infortuni sul lavoro. Non è un caso, è frutto della pianificazione, degli investimenti e di politiche realizzate ad hoc. Importante anche il contenimento delle emissioni ambientali: i fumi sono trattati lavati e bonificati prima di essere immessi in atmosfera. Stesso identico discorso per le acque utilizzate che passano per sette impianti diversi di trattamento. La fumata bianca che si vede uscire ogni tanto dalle torri di Fiume Santo? Solo vapore acqueo». Il tema della decarbonizzazione (fissata in Italia al 2025) interessa gli studenti, l’ingegner Appeddu spiega nel dettaglio la situazione attuale e i possibili sviluppi che in Sardegna guardano alla conversione incentrata sull’impiego di biomasse vegetali. Nello svolgere la sua attività dice di non poter “rinunciare alla capacità di ascoltare gli altri, ciò che serve per fare al meglio quanto occorre per raggiungere gli obiettivi . Occorre supportarsi, avere fiducia in chi collabora con noi: solo insieme si ottengono risultati degni di nota”.
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