La Nuova Sardegna

Passaporto sanitario Solinas senza alleati

di Umberto Aime
Passaporto sanitario Solinas senza alleati

Il ligure Toti ci ripensa: inutile e impossibile. Si sfila anche la Puglia La Sardegna insiste sul patentino ma al suo fianco resta solo la Sicilia

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CAGLIARI. La Liguria ci ha ripensato: «I passaporti sanitari? Inutili e impossibili», è stata la sentenza del governatore Giovanni Toti. L’Emilia Romagna, invece, mai ci ha pensato: «Le regole non possono essere diverse da un territorio all’altro. Aspettiamo di conoscere le decisioni del Governo. Se non ci andranno bene, cercheremo di correggerle, com’è accaduto con i protocolli dell’Inail», sono state le parole del presidente Stefano Bonaccini, che coordina anche il Comitato delle Regioni.

Persino la Puglia, dopo l’entusiasmo iniziale, starebbe puntando su altri possibili test preventivi d’ingresso. Il fronte dei favorevoli al passaporto s’è sgretolato. Solo Sardegna e Sicilia continuano a sostenerlo a gran voce, seppure dopo averlo ribattezzato in un meno invasivo «certificato di negatività». Nella prossima riunione dei governatori, venerdì, Christian Solinas e il siciliano Nello Musumeci potrebbero ritrovarsi da soli nel sostenere la loro ultima bandiera per quest’estate post Covid-19.

Fra qualche giorno sarà proprio la Sardegna a proporre l’ordine del giorno sul passaporto-certificato, nella speranza che le altre Regioni lo condividano, per poi proporlo al Governo. Ma la strada sembra essere in salita sin da subito. Le ultime cannonate, sparate da più di un ministro e da gran parte del mondo scientifico, pare abbiano avuto l’effetto di spaccare il fronte dei favorevoli fra retromarce, ripensamenti e dubbi sulla possibile liberalizzazione di un test preventivo per i turisti.

L’autocertificazione. In queste ore dal cilindro di qualcuno è saltata fuori l’ipotesi dell’autocertificazione sanitaria. A sottoscriverla dovrebbe essere il turista ma senza sottoporsi prima ad alcun test salivare o sierologico. Servirà e sarà possibile, l’autocertificazione? Sull’utilità che possa essere servire a intercettare eventuali positivi senza sintomi, le perplessità sono almeno un migliaio. Perché, essendo una dichiarazione «sotto la diretta responsabilità» del turista, potrebbe essere abbastanza alto il rischio di ricevere comunicazioni false. Anche se la leva per tenere alla larga gli sconsiderati c’è: perché qualcuno dovrebbe rovinarsi le vacanze, finendo semmai in quarantena e non in un hotel sul mare? Però, si sa, i folli esistono sempre e quindi l’autocertificazione, svincolata dai test, finirebbe per aggiungere incertezza all’insicurezza. Al di là della sincerità del viaggiatore, il vero scoglio su cui potrebbe infrangersi questa proposta è giuridico. Un decreto del presidente della Repubblica, in vigore dal 2000, vieta l’autocertificazione sullo stato di salute. L’articolo 49 è preciso: «I certificati medici, sanitari e veterinari non possono essere sostituiti da altro documento». Quindi, nessuno potrà mai dichiarare di non essere positivo al coronavirus. Al massimo, potrà certificare di non aver avuto contatti recenti con casi conclamati. Niente di più e quindi, anche in questo caso, l’autocertificazione – sempre che sia possibile – non avrà valore e non garantirà alcunché.

L’ultima proposta. Nella trasmissione «Un giorno da pecora» su Radio Uno, Solinas ha ribadito di aver pronto un piano B se il Governo dovesse bocciargli l’idea del passaporto sanitario. Il certificato di negatività per arrivare in Sardegna dal 3 giugno prossimo dovrà essere presentato «non quando si prenoterà il biglietto ma entro tre giorni dalla partenza. Cosi il passeggero si presenterà all'imbarco munito di carta d'imbarco, documento d'identità e questo certificato». Ma «Ci potrebbe essere comunque la possibilità – le sue parole – di sottoporre il turista a test rapidi all’arrivo nei nostri porti e aeroporti. Poi sfrutteremo di sicuro l’applicazione regionale per gli smart-phone, che ci permetterà di geolocalizzare il turista». Anche questa strategia, però, nasconde di per sé diverse zone grigie. La prima, i test pungidito sin dall’inizio sono stati dichiarati poco attendibili, è molto alta la percentuale di falsi positivi o falsi negativi, e a quel punto l’unica controprova affidabile ritornerebbe a essere il tampone nasofaringeo. La seconda, se i controlli sanitari saranno effettuati nelle aerostazioni, per forza l’organizzazione dei percorsi ricadrà sulle società di gestione, che però da settimane hanno manifestato diverse perplessità sia sui costi sia sull’inevitabile lungaggine delle operazioni soprattutto d’estate. Dunque, a pochi giorni dal lasciapassare nazionale per il traffico aereo fra le Regioni il futuro dell’estate e del turismo continua a essere un rompicapo. Con il deputato Gavino Manca, Pd, che ha commentato: «Solinas sta facendo di tutto per mandare all’aria la stagione turistica e far sprofondare l’economia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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