La Nuova Sardegna

Musumeci rompe il patto tra le isole

Musumeci rompe il patto tra le isole

Il governatore siciliano si sfila. Gli altri presidenti erano contrari da tempo

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CAGLIARI. L’ultima a sfilarsi dalla cordata a sostegno del certificato no Covid, è stata la Sicilia. La Sardegna è rimasta l’unica a chiedere ancora che il test, molecolare o sierologico, sia obbligatorio per i turisti in partenza. Da tempo, invece, tutte le altre hanno virato su ben altre posizioni, anche se però sostengono, come proposto sempre da Solinas, la liberazione dei tamponi su tutto il territorio nazionale. Tra l’altro è proprio sulla possibilità di effettuare le analisi dovunque che l’emiliano Stefano Bonaccini, presidente della conferenza delle Regioni, vuole ricostruire quello che lui stesso definisce «un necessario fronte unico». Ma come la pensano gli altri presidenti?. Ribadita la svolta dell’ultim’ora del siciliano Nello Musumeci, «no al passaporto sanitario, sì a un protocollo di sicurezza», da settimane a bocciare l’ipotesi del certificato sono stati anche Giovanni Toti, Liguria, «mai inseguire l’allarmismo e il terrorismo», e Luca Zaia, Veneto: «Capisco la preoccupazione di qualche collega, ma tappezzare l’Italia di blocchi sarebbe un errore». Poi c’è la posizione di Nicola Zingaretti, Lazio: «Mi auguro che ci sia molta cautela nelle scelte e ci sarà se continueremo ad affidarci ai riscontri scientifici e non alle pressioni politiche». A lanciare un appello dello stesso tenore è stato anche Enrico Rossi, Toscana: «Dobbiamo ripartire insieme». Mentre Jole Santelli, Calabria, ha detto: «Le precauzioni vanno bene, ma attenzione a non soffocare i turisti con regole troppo complicate». Il vulcanico Vincenzo De Luca, Campania, ha fatto sapere che punterà sugli smart-phone, «perché vogliamo tracciare gli spostamenti interni», ma non pare intenzionato a tirar su altre barriere. Luca Ceriscoli, Marche, è stato fra i primi a lanciare lo slogan «porte aperte». Il criticato Attilio Fontana, Lombardia, invece ha per ora una sola preoccupazione ed è questa: che i suoi conterranei non finiscano per essere isolati. Michele Emiliano, Puglia, in queste ore ha ribocciato il passaporto sanitario. Per chiudere con l’ultima dichiarazione di Stefano Bonaccini: «Dobbiamo puntare su regole comuni e confido di riusciremo a trovare un accordo con il Governo». Con un’ultima sciabolata destinata a tagliare la testa a qualunque tipo di certificato preventivo: «Sarebbero ingestibili. Tra l’altro nessuno ha spiegato chi dovrebbe farli, quando e in che modo. Siamo un unico Paese evitiamo accuse e controaccuse, ma soprattutto divieti e controdivieti». (ua)

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