Il 30% dei negozianti ora teme il fallimento Bar e ristoranti in tilt
Dopo la riapertura, molti locali ancora con le serrande giù Sangalli, Confcommercio: «Rischio di tempesta perfetta»
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[FIRMA&LUOGO]di Gabriele Santoro
<MC>ROMA
[TESTO]Sabato Milano, ieri Bari. E poi il 2 giugno a Roma, per chiedere le dimissioni del governo Conte. Dopo la pioggia di denunce, e presto anche di sanzioni per la manifestazione-assembramento di ieri a Milano senza mascherine, i gilet arancioni capitanati dall'ex generale Pappalardo proseguono il tour antigovernativo all'insegna del turbo-populismo. «La pandemia? Non esiste, è una cagata pazzesca - ha affermato Pappalardo ieri nel corso di un comizio nel capoluogo pugliese - Il coronavirus non è letale, ammazza gli ultraottantenni malati». Il Covid come pretesto per imporre un nuovo ordine sociale è il fulcro della piattaforma politica dell'ex ufficiale, già alla testa dei «Forconi». L'antigovernismo radicale è rimasto, così come la tentazione autarchica del «battere moneta», ma si è aggiornato ai tempi del Covid. La pandemia stessa è anzi, per gli arancioni, il centro di un sistema di «menzogne e falsità» allestito allo scopo di «terrorizzare e annichilire il popolo italiano». E quindi via la mascherina, simbolo di questo disegno, per rivendicare la «libertà» dal distanziamento sociale: «Mi aspettavo gente terrorizzata, spaventata all'idea di incontrarsi - ha detto il leader - invece una folla enorme mi ha accolto. Ho parlato con tutti, ci siamo abbracciati. Perché la gente non ne può più di questa vergogna di essere costretti a stare lontani, non accadeva da tre mesi. Senza mascherine abbiamo ricominciato a respirare». Intanto sono arrivate, a decine, le denunce e le segnalazioni per la violazione delle norme anti-Covid. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, vedendo Piazza Duomo gremita in barba a qualunque distanziamento sociale, è andato su tutte le furie. Ieri è tornato sull'argomento: «La qualità della manifestazione, cosa volete che vi dica... Leggetevi un po’ le idee di questi signori. L'idea forte sembra essere quella del ritorno alla lira. Bisognerebbe chiedere loro se a questo punto l'Italia dovrebbe rinunciare subito ai fondi europei». Certo è, ammette il primo cittadino di Milano, che nei prossimi giorni «dovremo confrontarci con una serie di proteste legittime, illegittime e dovremo tutti avere la forza e la pazienza di ascoltare tutti». . I gilet si preparano a una nuova manifestazione: sarà Roma a doversela vedere domani con una folla che potrebbe arrivare da tutta Italia, in contrasto con il divieto di mobilità interregionale, e che per di più rigetta per principio le misure di profilassi: «Il popolo si riunirà a Roma per ripristinare libertà e democrazia nel nostro Paese, per cacciare - parole di Pappalardo - questa dittatura nazista». Intanto sull'improvvisato movimento piovono denunce e multe che vanno da un minimo di 400 ad un massimo di 4000 euro.
<MC>ROMA
[TESTO]Sabato Milano, ieri Bari. E poi il 2 giugno a Roma, per chiedere le dimissioni del governo Conte. Dopo la pioggia di denunce, e presto anche di sanzioni per la manifestazione-assembramento di ieri a Milano senza mascherine, i gilet arancioni capitanati dall'ex generale Pappalardo proseguono il tour antigovernativo all'insegna del turbo-populismo. «La pandemia? Non esiste, è una cagata pazzesca - ha affermato Pappalardo ieri nel corso di un comizio nel capoluogo pugliese - Il coronavirus non è letale, ammazza gli ultraottantenni malati». Il Covid come pretesto per imporre un nuovo ordine sociale è il fulcro della piattaforma politica dell'ex ufficiale, già alla testa dei «Forconi». L'antigovernismo radicale è rimasto, così come la tentazione autarchica del «battere moneta», ma si è aggiornato ai tempi del Covid. La pandemia stessa è anzi, per gli arancioni, il centro di un sistema di «menzogne e falsità» allestito allo scopo di «terrorizzare e annichilire il popolo italiano». E quindi via la mascherina, simbolo di questo disegno, per rivendicare la «libertà» dal distanziamento sociale: «Mi aspettavo gente terrorizzata, spaventata all'idea di incontrarsi - ha detto il leader - invece una folla enorme mi ha accolto. Ho parlato con tutti, ci siamo abbracciati. Perché la gente non ne può più di questa vergogna di essere costretti a stare lontani, non accadeva da tre mesi. Senza mascherine abbiamo ricominciato a respirare». Intanto sono arrivate, a decine, le denunce e le segnalazioni per la violazione delle norme anti-Covid. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, vedendo Piazza Duomo gremita in barba a qualunque distanziamento sociale, è andato su tutte le furie. Ieri è tornato sull'argomento: «La qualità della manifestazione, cosa volete che vi dica... Leggetevi un po’ le idee di questi signori. L'idea forte sembra essere quella del ritorno alla lira. Bisognerebbe chiedere loro se a questo punto l'Italia dovrebbe rinunciare subito ai fondi europei». Certo è, ammette il primo cittadino di Milano, che nei prossimi giorni «dovremo confrontarci con una serie di proteste legittime, illegittime e dovremo tutti avere la forza e la pazienza di ascoltare tutti». . I gilet si preparano a una nuova manifestazione: sarà Roma a doversela vedere domani con una folla che potrebbe arrivare da tutta Italia, in contrasto con il divieto di mobilità interregionale, e che per di più rigetta per principio le misure di profilassi: «Il popolo si riunirà a Roma per ripristinare libertà e democrazia nel nostro Paese, per cacciare - parole di Pappalardo - questa dittatura nazista». Intanto sull'improvvisato movimento piovono denunce e multe che vanno da un minimo di 400 ad un massimo di 4000 euro.
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