Covid, l'ex assessore alla Sanità: «Più controlli all’arrivo e hotel per la quarantena»
Dai referti rapidi alle Usca: Luigi Arru spiega come conciliare salute e turismo
SASSARI. Da ex assessore regionale alla Sanità va dritto al cuore del problema: la tutela della salute dei sardi e dei turisti che sbarcheranno nell’isola. Luigi Arru, medico ed esponente della precedente giunta Pigliaru, fa una breve premessa: «La polemica Solinas-Sala, lombardi- sardi non mi appassiona. Sembra un teatrino per deviare l'attenzione e le tensioni dal reale problema: la gestione della pandemia da Covid-19. Andare oltre con il lockdown non sarebbe sostenibile. La Sardegna ha bisogno della ripresa economica più di altre regioni e il turismo è il primo volano per ripartire. Ma allora come garantire l'accesso ai turisti che vogliono arrivare in Sardegna, tutelando allo stesso tempo i cittadini sardi?»
Il vademecum di Arru parte con l’esclusione del passaporto sanitario: «Non esiste e se esistesse non servirebbe». Subito dopo: «Occorre istituire un numero verde gestito da personale addestrato e con conoscenze della lingua inglese, francese e tedesca per rispondere h24 alla domanda di chi arriva da altre regioni, o da altre nazioni, e ha dubbi e problemi di salute». Ancora: «Rinforzare nei porti e aeroporti le misure generali di contenimento pandemia, mettendo a disposizione mascherine chirurgiche, dispenser di soluzioni a base idro-alcoliche, canalizzare le persone in percorsi per garantire la distanza fisica e controllare la temperatura». In presenza di sintomi «fare valutare immediatamente da personale Usca il soggetto utilizzando tamponi naso/orofaringei, i costi sono a carico del servizio sanitario regionale e la regione sarà rimborsata». Importante garantire tempi rapidi: Arru per questo suggerisce di individuare 4 laboratori in Sardegna aperti h24 che garantiscano il referto in 1 ora».
In caso di esito positivo «la persona andrà in strutture residenziali dedicate alla quarantena e nel frattempo saranno individuati tutti i contatti avuti. Le Usca, rinforzate, monitoreranno al telefono o videoconferenza, ogni giorno, le condizioni cliniche delle persone in quarantena». Arru va avanti: «Sarà necessario garantire al paziente asintomatico e ai familiari di poter tornare nella propria residenza con un aereo dell'aviazione militare con sistema di biocontenimento, grazie ad un accordo Stato-Regione. O predisporre, in alternativa, un traghetto da attrezzare come nave ospedale». I pazienti positivi con sintomi dovranno invece essere ricoverati nei 3 ospedali di riferimento: Malattie infettive a Sassari, San Francesco a Nuoro e Santissima Trinità a Cagliari. In tutti e tre gli ospedali Covid dovranno essere istituiti team multidisciplinari per evitare che il peso assistenziale cada solo su un gruppo di specialisti». Arru pensa anche allo scenario peggiore: «In situazioni di ripresa della pandemia, bisognerà tenersi pronti ad aumentare i posti letto secondo la stima di 500 per 1 milione di abitanti, il che significa in Sardegna 750 posti letto per acuti in più». (si. sa.)
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