Scuola, l’ex assessore: «Ripartiamo da Iscol@»
di Claudio Zoccheddu
Dessena, due anni nella giunta Pigliaru, boccia la didattica a distanza Appello alla Regione: «Recuperiamo gli spazi e investiamo sulla tecnologia»
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SASSARI. Per due anni si è occupato dell’istruzione in Sardegna. Ora, l’ex assessore regionale Giuseppe Dessena ritorna sull’argomento per mettere a fuoco le zone d’ombra della “scuola che riparte”, il progetto in fase di realizzazione a livello ministeriale, e per ricordare gli sforzi e i risultati ottenuti negli ultimi anni. «Non c’è abbastanza attenzione per la scuola – spiega Dessena –. Per prima cosa è importante la presenza, lo è per il primo e il secondo ciclo perché i risultati si raggiungono in comunità, non da soli. La sicurezza e il distanziamento sono temi sacrosanti ma i compagni sono uno stimolo mentre a casa aumentano le distrazioni e la distanza diventa un problema. La scuola è comunità e non la si può negare ai ragazzi. Per questo mi preoccupa ciò che si prospetta per gli studenti dei primi anni delle scuole superiori, a quali potrebbe toccare un supplemento di didattica a distanza». La “Dad” non convince gran parte del mondo della scuola e non convince nemmeno l’ex assessore: «C’è una complicazione di cui si è parlato poco, il problema occupazionale che potrebbe conseguire dalla Dad. Se le scuole dovessero restare chiuse, anche in parte, temo che alcune componenti del personale scolastico dovranno stare a casa. Per i ragazzi, poi, è un chiaro segnale di confusione diffuso in un momento in cui la dispersione scolastica è più probabile. Il governo deve sforzarsi di trovare più risorse da destinare alla scuola». L’idea di recuperare i plessi scolastici dismessi potrebbe essere una soluzione: «Può esserlo – conferma Dessena – gli spazi fisici ci sono ma per occuparli nuovamente serve uno sforzo combinato del Governo, della Regione e degli enti locali che dovrebbe essere modulato a seconda dei bilanci. Non si può pensare di riaprire gli edifici dismessi da un giorno all’altro e, in questo, la Regione è in ritardo perché il tempo a disposizione è pochissimo». Il ricordo dell’esperienza amministrativa, poi, affiora insieme a una punta d’orgoglio: «Mi sento fortunato perché ho fatto parte di una giunta che ha messo la scuola al centro del suo programma – ricorda l’ex assessore –. Siamo riusciti a investire puntualmente risorse importanti con il progetto Iscol@ che ha permesso il finanziamento di interventi strutturali in tutta l’isola e con tuttiaiscol@ che, invece ha migliorato le competenze degli studenti e ha combattuto la dispersione scolastica anche grazie alla tecnologia. I dati dicono che in pochi anni sia calata dal 23,1 per cento al 17,4. Ora l’obiettivo deve essere il 13 per cento, ovvero la media nazionale. Per questo spero che la Regione dia continuità ai nostri investimenti. La scuola è una grande ricchezza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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