La Nuova Sardegna

Caos sulle rotte marittime via libera solo alla Tirrenia

di Alessandro Pirina
Caos sulle rotte marittime via libera solo alla Tirrenia

Le altre compagnie: decisione inaccettabile. E le loro navi ripartono lo stesso Centrodestra contro la ministra ma è stata la Regione a chiedere il riavvio parziale

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SASSARI. Anche le per le navi vale la stessa regola degli aerei: da ieri - e fino al 13 giugno - sono garantiti solo i collegamenti in regime di continuità territoriale. E dunque solamente Olbia-Civitavecchia, Porto Torres-Genova e Cagliari-Civitavecchia. Tutti targati Tirrenia. Perlomeno questo è quanto stabilito dal decreto ministeriale. Una decisione che ha mandato su tutte le furie le altre compagnie, che avevano già programmato la ripartenza dei collegamenti dal 3 giugno. D’altronde, così era stato detto e ridetto in queste ultime settimane. Ma non solo. Anche la politica ha alzato la voce contro la decisione della ministra Paola De Micheli. Il deputato di Forza Italia, Ugo Cappellacci, ha accusato l’esecutivo di provocare il caos, ma è stato l’ex ministro Maurizio Lupi, di Noi con l’Italia, a esserci andato più pesante nelle accuse, parlando di «marchette agli amici del governo, nella fattispecie alla compagnia di navigazione Tirrenia». In realtà, però, la ministra De Micheli non ha fatto altro che recepire le richieste della Regione targata Solinas, che - in una lettera firmata dalla direttrice generale dell’assessorato ai Trasporti, Gabriella Massidda - ha chiesto dal 3 giugno i «soli collegamenti di linea in continuità territoriale», mentre il riavvio di tutti gli altri collegamenti a partire dal 15 giugno.

Insomma - come per il trasporto aereo - la Regione ha chiesto e il governo ha eseguito. Ma tutto questo ha creato il caos nei mari. Perché le compagnie escluse da questa scelta, del tutto inattesa, hanno comunque effettuato le loro corse. La Grimaldi è salpata il 2 notte da Barcellona per arrivare a Civitavecchia, da dove ieri è partita per Olbia. La Sardinia ferries ha effettuato ieri la prima corsa sulla Livorno-Golfo Aranci. Lo stesso la Gnv sulla Genova-Porto Torres. E infatti contro la decisione sono scese in campo anche le associazioni degli armatori. «Un errore da rivedere – ha detto Mario Mattioli, presidente di Confitarma –. Siamo certi che il ministero porrà con immediatezza rimedio a tale evidente errore di formulazione che comporta gravi danni per le compagnie di navigazione». Ha parlato di decisione «inaccettabile» il direttore generale di Alis, Marcello Di Caterina, perché si tratta di «violazione della libera concorrenza a vantaggio di Cin Tirrenia e a danno dei passeggeri e di tutte le altre compagnie marittime». Anche la politica è entrata a gamba tesa sulla decisione. «Il decreto sui trasporti marittimi rischia di provocare il caos sulle rotte per la Sardegna, i ministri lo correggano subito», è la richiesta di Cappellacci. Durissimo l’ex ministro Maurizio Lupi. «Va bene l'emergenza, ma se è questo il modo per rilanciare il Paese, escludendo concorrenza, qualità del servizio, possibilità di scelta per il cittadino, se è questa l'unità a cui ci richiamano, se la facciano tra loro e con i loro clientes». Parole che non sono piaciute al consigliere del Pd, Giuseppe Meloni, che accusa gli esponenti del centrodestra «di prendere in giro i sardi attaccando ferocemente il governo nazionale». Per Meloni si tratta «dell’ennesimo episodio di schizofrenia politica che colpisce alcuni onorevoli del centrodestra, che fanno finta di non sapere che è stata la Regione, con nota inoltrata via pec e sottoscritta dalla direttrice generale dell’assessorato ai trasporti, a chiedere che il governo assumesse quelle stesse decisioni che hanno fatto gridare allo scandalo. Anche a voler condividere, nel merito, quanto lamentato dai parlamentari del centrodestra – conclude il consigliere dem – resta chiara la responsabilità politica di questa scelta in capo a Solinas e alla sua giunta. Pare, infatti, alquanto improbabile che un dirigente che si è sempre contraddistinto per serietà e rettitudine possa formulare in perfetta autonomia simili richieste, per loro natura squisitamente politiche».

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