Solinas ci ripensa ed evita il Consiglio
Era atteso per discutere sul post emergenza. La minoranza: atto di arroganza
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CAGLIARI. Il governatore Christian Solinas non s’è presentato, in Consiglio regionale, per discutere su cosa fare dopo l’emergenza coronavirus. Anzi, all’ora di pranzo sarebbe stato anche disponibile a entrare in aula, ma poi ci avrebbe ripensato per non interferire nella baruffa in corso fra Psd’Az e Lega, i colossi del centrodestra, sugli ingredienti ammessi nelle cucine degli agriturismo. Al di là dello scontro interno, che poi si risolverà con un ordine del giorno di compromesso, anche se ormai pare evidente che leghisti e sardisti comincino a guardarsi in cagnesco, Solinas – secondo le opposizioni – avrebbe sfruttato proprio quella scusa, il litigio, per sfuggire al dibattito. L’essere stati “bruciati”, ancora una volta, ha mandato su tutte le furie la minoranza. Uno dopo l’altro, ma sempre con la stessa energia, tutti i consiglieri del Partito democratico, di LeU, del gruppo Progressista e dei Cinque stelle hanno denunciato l’offesa ricevuta. «L’ennesima fuga del governatore è un inaccettabile atto di arroganza e mancata considerazione. Siamo disgustati – hanno aggiunto – da un atteggiamento inqualificabile di chi da mesi vuole amministrare la Sardegna solo attraverso conferenze stampa blindate e dirette televisive. Mentre, dopo l’emergenza che ha messo in ginocchio i sardi, sarebbe stato indispensabile un faccia a faccia costruttivo sul futuro di imprese e famiglie, oltre che della sanità e del turismo. Noi, con grande senso di responsabilità, eravamo pronti a confrontarci e cercare soluzioni condivise. Invece – hanno concluso – dopo l’inutile e sciocca battaglia sul passaporto sanitario, che ha provocato solo danni e nessun risultato, Solinas ha ribadito di voler governare ancora da solo, ma non seguendo una strategia che sarebbe potuta essere comune, bensì puntando su progetti senza né capo e neanche coda, mentre la Sardegna continua ad affondare». Messo alle spalle, in fretta e furia, lo scontro sulle ricette negli agriturismo, la Lega e il Psd’Az, a nome della coalizione, hanno replicato in contemporanea alla requisitoria. «Non accettiamo lezioni di correttezza istituzionale da nessuno – hanno detto – e ancora meno accuse scomposte nei confronti di chi, come il governatore e la nostra Giunta, è stato finora sempre in prima linea nel pieno dell’emergenza sanitaria e lo è oggi nella fase di riapertura e rilancio della Sardegna». In conclusione, il dibattito sul dopo Covid-19 è stato rinviato a martedì prossimo. (ua)
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