Comuni, fondi europei da sbloccare
Approvata in commissione bilancio regionale una norma per liberare risorse
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CAGLIARI. I Comuni potranno utilizzare i fondi europei che finora hanno risparmiato nel realizzare progetti e interventi. Non dovranno restituirli a Bruxelles, come avrebbero dovuto fare, ma potranno rimetterli a correre in opere pubbliche destinate alla ripresa economica e sociale dopo l’emergenza coronavirus. Il via libera è arrivato dalla commissione bilancio del Consiglio regionale, che ha approvato all’unanimità il disegno di legge presentato dalla Giunta sulla rinegoziazione dei muti con la Cassa depositi e prestiti. All’articolo 2 è stata inserita anche una liberatoria per le amministrazioni comunali. Nel dettaglio, è previsto che «possano essere destinati ad altri interventi gli avanzi finanziari di precedenti progetti conclusi che risalgono alla programmazione europea 2000-2006 e a quella più recente 2013-2020». Inoltre – è scritto in un successivo comma – «visto il periodo di emergenza che il territorio sta affrontando, le quote di quei fondi europei potranno essere destinate anche alla realizzazione di interventi necessari al contrasto dell'emergenza provocata dalla pandemia in atto».
Le cifre. Ogni Comune, a questo punto, sa quali sono le economie, così si chiamano, su cui potrà contare. C’è, però, un esempio su tutti: solo l’amministrazione di Olbia potrà investire ben 5 milioni di euro avanzati dai precedenti finanziamenti europei. Tra l’altro proprio questa liberatoria, nei giorni scorsi, era stata sollecitata dall’Associazione dei Comuni, l’Anci. «Sono milioni che sono nelle nostre casse, frutto di interventi virtuosi, sono infatti risparmi sulla realizzazione di progetti, ma non possiamo spenderli». In questi giorni è arrivato l’atteso via libera dalla commissione bilancio e fra qualche giorno ci sarà quella del Consiglio regionale, che dovrà votare in aula il disegno di legge.
L’assessore. «È un’iniezione di liquidità per i Comuni – sottolinea l’assessore al bilancio Giuseppe Fasolino – Avevano quei soldi, li avrebbero dovuti restituire e invece potranno utilizzarli anche per accelerare la ripresa economica nei territori».
Tra l’altro la procedura è stata resa possibile dopo che Bruxelles ha allentato i controlli sui contributi europei, come prima risposta alla crisi economica. «Appena la legge sarà approvata dal Consiglio regionale – ribadisce l’assessore – ogni Comune non dovrà seguire alcuna procedura per avere quei finanziamenti. Li ha già a disposizione e quindi potrà sbloccarli». L’importante è che le cosiddette economie siano poi utilizzati per finanziare progetti compatibili con le direttive dell’Unione europea. (ua)
Le cifre. Ogni Comune, a questo punto, sa quali sono le economie, così si chiamano, su cui potrà contare. C’è, però, un esempio su tutti: solo l’amministrazione di Olbia potrà investire ben 5 milioni di euro avanzati dai precedenti finanziamenti europei. Tra l’altro proprio questa liberatoria, nei giorni scorsi, era stata sollecitata dall’Associazione dei Comuni, l’Anci. «Sono milioni che sono nelle nostre casse, frutto di interventi virtuosi, sono infatti risparmi sulla realizzazione di progetti, ma non possiamo spenderli». In questi giorni è arrivato l’atteso via libera dalla commissione bilancio e fra qualche giorno ci sarà quella del Consiglio regionale, che dovrà votare in aula il disegno di legge.
L’assessore. «È un’iniezione di liquidità per i Comuni – sottolinea l’assessore al bilancio Giuseppe Fasolino – Avevano quei soldi, li avrebbero dovuti restituire e invece potranno utilizzarli anche per accelerare la ripresa economica nei territori».
Tra l’altro la procedura è stata resa possibile dopo che Bruxelles ha allentato i controlli sui contributi europei, come prima risposta alla crisi economica. «Appena la legge sarà approvata dal Consiglio regionale – ribadisce l’assessore – ogni Comune non dovrà seguire alcuna procedura per avere quei finanziamenti. Li ha già a disposizione e quindi potrà sbloccarli». L’importante è che le cosiddette economie siano poi utilizzati per finanziare progetti compatibili con le direttive dell’Unione europea. (ua)
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