Arrivano 42 milioni per la riorganizzazione della rete ospedaliera sarda
La giunta vara le misure per migliorare la sicurezza. Polemica trasversale sulle assunzioni da parte dell’Ats
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SASSARI. Un leghista, un forzista e un ex M5s hanno tirato una bordata di quelle pesanti contro l’Ats per la questione delle assunzioni di operatori socio sanitari. Il motivo della protesta è l’esclusione del nuorese da queste assunzioni. «L’Ats assume operatori socio sanitari ma si dimentica Nuoro - scrivono in una nota Pierluigi Saiu, consigliere regionale della Lega e presidente della Commissione Autonomia, Elena Fancello (Misto) e Giuseppe Talanas (Forza Italia) -. I manager si cambiano per fare cose diverse dalla sinistra, non per continuare sulla stessa cattiva strada».
Sull’argomento i tre consiglieri hanno presentato un’interrogazione: «L’Ats ha disposto l’assunzione a tempo indeterminato di operatori socio sanitari soltanto per le sedi di Olbia, Sassari, Carbonia, Sanluri e Cagliari. Nessuna assunzione per la Assl di Nuoro. Eppure carenze di personale ce ne sono anche da noi. Per questa ragione vogliamo capire cosa succede. Vogliamo sapere per quale ragione, ancora una volta, la sanità nuorese venga trattata in questo modo».
Il mondo della sanità, nel suo complesso, è in subbuglio: il sistema cerca di uscire dall’uragano della pandemia, di tornare alla normalità, ma con un occhio alla prossima annunciata riforma.
Lo sguardo verso le prospettive future però non deve distogliere l’attenzione dai problemi attuali: la Giuntaha approvato in via preliminare il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera in emergenza Covid-19, così come previsto dal decreto legge licenziato dal governo lo scorso 19 maggio. Indicato il potenziamento delle attività assistenziali attraverso l'incremento del numero di posti letto di terapia intensiva, che passano da 135 a 236 in totale nell'Isola, e sub-intensiva, ulteriori 115 attivabili con la riconversione, all'occorrenza, di posti letto individuati in altri reparti ospedalieri.
Per l'incremento delle terapie intensive e subintensive, il piano individua diverse strutture su tutto il territorio e, in via prioritaria, i presidi ospedalieri dell'Isola già predisposti nell'emergenza alla gestione dei casi Covid-19 (Santissima Trinità di Cagliari, San Francesco di Nuoro e cliniche San Pietro dell'Aou di Sassari), integrandoli con gli ospedali San Martino di Oristano e Santa Barbara di Iglesias. In caso di emergenza quest’ultima struttura consentirebbe la gestione dei pazienti affetti da coronavirus mantenendo libero il vicino Cto e potrebbe, se necessario, fornire supporto al Santissima Trinitià.
Prevista anche l'attivazione di 6 posti di terapia intensiva pediatrica al Santissima Trinità. Il potenziamento riguarderà anche adeguamenti strutturali per la realizzazione di percorsi separati e, nei pronto soccorso, di aree di permanenza dedicate ai casi sospetti. Interventi per cui è prevista una dotazione finanziaria di circa 42 milioni di euro.
Per il potenziamento delle terapie intensive e la gestione del trasporto dei pazienti è anche autorizzata, nell'anno in corso, la spesa di 5 milioni di euro (dal bilancio nazionale) per l'assunzione di medici, infermieri, oss e autisti, a cui si aggiungono 7,2 milioni di euro (dal bilancio regionale) per il 2021.
Sull’argomento i tre consiglieri hanno presentato un’interrogazione: «L’Ats ha disposto l’assunzione a tempo indeterminato di operatori socio sanitari soltanto per le sedi di Olbia, Sassari, Carbonia, Sanluri e Cagliari. Nessuna assunzione per la Assl di Nuoro. Eppure carenze di personale ce ne sono anche da noi. Per questa ragione vogliamo capire cosa succede. Vogliamo sapere per quale ragione, ancora una volta, la sanità nuorese venga trattata in questo modo».
Il mondo della sanità, nel suo complesso, è in subbuglio: il sistema cerca di uscire dall’uragano della pandemia, di tornare alla normalità, ma con un occhio alla prossima annunciata riforma.
Lo sguardo verso le prospettive future però non deve distogliere l’attenzione dai problemi attuali: la Giuntaha approvato in via preliminare il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera in emergenza Covid-19, così come previsto dal decreto legge licenziato dal governo lo scorso 19 maggio. Indicato il potenziamento delle attività assistenziali attraverso l'incremento del numero di posti letto di terapia intensiva, che passano da 135 a 236 in totale nell'Isola, e sub-intensiva, ulteriori 115 attivabili con la riconversione, all'occorrenza, di posti letto individuati in altri reparti ospedalieri.
Per l'incremento delle terapie intensive e subintensive, il piano individua diverse strutture su tutto il territorio e, in via prioritaria, i presidi ospedalieri dell'Isola già predisposti nell'emergenza alla gestione dei casi Covid-19 (Santissima Trinità di Cagliari, San Francesco di Nuoro e cliniche San Pietro dell'Aou di Sassari), integrandoli con gli ospedali San Martino di Oristano e Santa Barbara di Iglesias. In caso di emergenza quest’ultima struttura consentirebbe la gestione dei pazienti affetti da coronavirus mantenendo libero il vicino Cto e potrebbe, se necessario, fornire supporto al Santissima Trinitià.
Prevista anche l'attivazione di 6 posti di terapia intensiva pediatrica al Santissima Trinità. Il potenziamento riguarderà anche adeguamenti strutturali per la realizzazione di percorsi separati e, nei pronto soccorso, di aree di permanenza dedicate ai casi sospetti. Interventi per cui è prevista una dotazione finanziaria di circa 42 milioni di euro.
Per il potenziamento delle terapie intensive e la gestione del trasporto dei pazienti è anche autorizzata, nell'anno in corso, la spesa di 5 milioni di euro (dal bilancio nazionale) per l'assunzione di medici, infermieri, oss e autisti, a cui si aggiungono 7,2 milioni di euro (dal bilancio regionale) per il 2021.
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