[EMPTYTAG]Sileri: «Usciti dalla fase acuta» Ma Arcuri aspetta il vaccino
[EMPTYTAG]Il viceministro della Salute tira un sospiro di sollievo e nega la presenza di un «caso Lombardia» Il commissario straordinario predica calma: «Serve una strategia nazionale per gli asintomatici»
3 MINUTI DI LETTURA
[FIRMA&LUOGO]di Matteo Guidelli
<MC>ROMA
[TESTO]Dopo l'impennata di venerdì, continua il calo dei nuovi contagiati dal coronavirus in Italia: nelle ultime 24 ore i casi registrati sono 197, una settantina meno di sabato, e scende anche l'incremento delle vittime: 53 in più, un dato che non si registrava dal 2 marzo. «Siamo usciti dalla fase acuta - conferma il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri - Quella come l'abbiamo vissuta fino ai primi di maggio non c'è più e ora siamo in una fase di convivenza con il Covid 19, con una situazione che è molto sotto controllo grazie alle misure adottate». Ma ciò, come ricorda il commissario per l'emergenza Domenico Arcuri, non significa che l'emergenza è finita: «Se ne esce solo con il vaccino». I numeri sono comunque positivi, anche se bisogna considerare che rispetto a venerdì sono stati fatti 23mila tamponi in meno: 615 attualmente positivi meno di sabato, altri 6 ricoveri in meno in terapia intensiva che fanno scendere il totale a 287 pazienti, i ricoverati con sintomi che per la prima volta dal 9 marzo tornano sotto i cinquemila e ora sono 4.864. Ancora, 759 guariti e dimessi in più rispetto a sabato, con il totale che è arrivato a 165.837, sei regioni con zero nuovi casi e ben 10 senza vittime: Marche, Campania, Trentino Alto Adige, Abruzzo, Umbria, Sardegna, Valle d'Aosta, Calabria, Basilicata e Molise. Non c'è tra queste il Veneto nonostante il bollettino locale indichi zero morti. Secondo la Regione le vittime sono 1.954, lo stesso numero di sabato. Ma dal bollettino diffuso dalla Protezione Civile, che riporta gli stessi dati che le Regioni inviano al ministero della Salute entro le 17, le vittime sono sì 1.954, ma si tratta di 5 in più di sabato, quando erano 1.949. Non solo: stando ai numeri, c'è un nuovo caso in Veneto (da 19.182 a 19.183) mentre la Regione prima ha sostenuto di non avere nuovi contagiati e poi, correggendo, ha parlato di 3 casi, portando il totale a 19.186 sostenendo che si tratta di «dati che verranno inviati al ministero della Salute». Ma la confusione sui numeri è confermata anche dai dati di altre Regioni: il Piemonte, ad esempio, indica 7 nuove vittime ma nel bollettino regionale parla di zero morti nelle ultime 24. L'Umbria, invece, nei dati diffusi a livello regionale parla di 1319 guariti e 37 attualmente positivi mentre nei dati nazionali ci sono 1.327 guariti e 29 positivi. L'incremento dei nuovi contagiati è in calo anche in Lombardia, ma la Regione continua a fare una corsa a sé: dei 197 casi totali ce ne sono 125, il 63,4% del totale. E ci sono 21 dei 53 nuovi morti, il 39,6% di tutte le vittime in Italia. «Non vedo un problema Lombardia - dice però Sileri - anzi vedo numeri in calo, con terapie intensive vuote. I focolai possono essere ovunque e, nel caso, andranno prese misure di contenimento chirurgiche e mirate». Sileri ha poi aperto al Mes, sostenendo che in campo sanitario servono «20-25 miliardi rapidi per riforme strutturali, a partire dal personale, alzando gli stipendi» e dunque, se i soldi del Mes sono «senza vincoli e vantaggiosi, e arrivano anche in tempi rapidi, allora va bene». Arcuri ha ricordato che in 80 giorni l'Italia ha più che raddoppiato i posti di terapia intensiva. Ma il Commissario ha ribadito che l'emergenza non è affatto finita e che in una fase come questa è fondamentale «accelerare la caccia agli asintomatici, con una strategia nazionale. L'emergenza finirà quando sarà scoperto il vaccino e sarà prodotto in maniera sufficiente per rendere immuni tutti i cittadini che devono esserlo».
<MC>ROMA
[TESTO]Dopo l'impennata di venerdì, continua il calo dei nuovi contagiati dal coronavirus in Italia: nelle ultime 24 ore i casi registrati sono 197, una settantina meno di sabato, e scende anche l'incremento delle vittime: 53 in più, un dato che non si registrava dal 2 marzo. «Siamo usciti dalla fase acuta - conferma il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri - Quella come l'abbiamo vissuta fino ai primi di maggio non c'è più e ora siamo in una fase di convivenza con il Covid 19, con una situazione che è molto sotto controllo grazie alle misure adottate». Ma ciò, come ricorda il commissario per l'emergenza Domenico Arcuri, non significa che l'emergenza è finita: «Se ne esce solo con il vaccino». I numeri sono comunque positivi, anche se bisogna considerare che rispetto a venerdì sono stati fatti 23mila tamponi in meno: 615 attualmente positivi meno di sabato, altri 6 ricoveri in meno in terapia intensiva che fanno scendere il totale a 287 pazienti, i ricoverati con sintomi che per la prima volta dal 9 marzo tornano sotto i cinquemila e ora sono 4.864. Ancora, 759 guariti e dimessi in più rispetto a sabato, con il totale che è arrivato a 165.837, sei regioni con zero nuovi casi e ben 10 senza vittime: Marche, Campania, Trentino Alto Adige, Abruzzo, Umbria, Sardegna, Valle d'Aosta, Calabria, Basilicata e Molise. Non c'è tra queste il Veneto nonostante il bollettino locale indichi zero morti. Secondo la Regione le vittime sono 1.954, lo stesso numero di sabato. Ma dal bollettino diffuso dalla Protezione Civile, che riporta gli stessi dati che le Regioni inviano al ministero della Salute entro le 17, le vittime sono sì 1.954, ma si tratta di 5 in più di sabato, quando erano 1.949. Non solo: stando ai numeri, c'è un nuovo caso in Veneto (da 19.182 a 19.183) mentre la Regione prima ha sostenuto di non avere nuovi contagiati e poi, correggendo, ha parlato di 3 casi, portando il totale a 19.186 sostenendo che si tratta di «dati che verranno inviati al ministero della Salute». Ma la confusione sui numeri è confermata anche dai dati di altre Regioni: il Piemonte, ad esempio, indica 7 nuove vittime ma nel bollettino regionale parla di zero morti nelle ultime 24. L'Umbria, invece, nei dati diffusi a livello regionale parla di 1319 guariti e 37 attualmente positivi mentre nei dati nazionali ci sono 1.327 guariti e 29 positivi. L'incremento dei nuovi contagiati è in calo anche in Lombardia, ma la Regione continua a fare una corsa a sé: dei 197 casi totali ce ne sono 125, il 63,4% del totale. E ci sono 21 dei 53 nuovi morti, il 39,6% di tutte le vittime in Italia. «Non vedo un problema Lombardia - dice però Sileri - anzi vedo numeri in calo, con terapie intensive vuote. I focolai possono essere ovunque e, nel caso, andranno prese misure di contenimento chirurgiche e mirate». Sileri ha poi aperto al Mes, sostenendo che in campo sanitario servono «20-25 miliardi rapidi per riforme strutturali, a partire dal personale, alzando gli stipendi» e dunque, se i soldi del Mes sono «senza vincoli e vantaggiosi, e arrivano anche in tempi rapidi, allora va bene». Arcuri ha ricordato che in 80 giorni l'Italia ha più che raddoppiato i posti di terapia intensiva. Ma il Commissario ha ribadito che l'emergenza non è affatto finita e che in una fase come questa è fondamentale «accelerare la caccia agli asintomatici, con una strategia nazionale. L'emergenza finirà quando sarà scoperto il vaccino e sarà prodotto in maniera sufficiente per rendere immuni tutti i cittadini che devono esserlo».
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