Slittano tutte le riaperture l’incertezza ferma i cinema
di Claudio Zoccheddu
Misure di sicurezza stringenti e pochi film distribuiti: in sala solo a fine estate
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SASSARI. Da domani sarebbe possibile, ma non è detto che lo sia. Cinema e teatri possono ritornare al lavoro ma la sensazione è che pochi apriranno al pubblico. Per quanto riguarda le sale, è quasi certo che i proiezionisti all’opera già da domani saranno pochissimi. I gestori sembrano concordi quando dicono che sarebbe meglio rimandare di qualche tempo, magari ad agosto o a settembre. Lo spostamento della linea temporale delle aperture verso il cuore dell’estate sembra però dettata da motivi diversi, dalle nuove misure di sicurezza alla distribuzione dei film. Dipende dalle sale. Alla diffusione dell’incertezza, infine, potrebbero fare difetto i cinema di proprietà della multinazionali, che ragionano su principi commerciali differenti e hanno le spalle più larghe.
I cinema. Sino all’ultimo dpcm, quello firmato dal presidente Conte l’11 giugno, le condizioni sanitarie che avrebbero permesso l’apertura delle sale erano troppo stringenti: «Adesso sembra che abbia accolto alcune delle nostre ricerche – spiega Gianfranco Ibba, presidente regionale dell’associazione nazionale degli esercenti dei cinema (Anec) –. Anche solo il fatto che i congiunti possano stare vicini e una volta seduti non siano obbligati a tenere la mascherina, renderebbe più piacevole la permanenza in sala. Anche il limite numerico di 200 ingressi potrebbe garantire un minimo di guadagno, tuttavia sarebbe da chiarire come rapportarle al numero di posti della sala dato che questo passaggio non è stato approfondito. Le altre imposizioni, poi, non sono impossibili. Quello che non mi convince è la materia prima – continua Ibba –, perché la distribuzione dei film è stata bloccata dalla pandemia e al momento non ci sono titoli interessanti, quelli che potrebbero invogliare la gente a ritornare al cinema. La distribuzione dei film è molto complicata, soprattutto dopo uno stop così lungo. Per questo credo che sia prudente attendere ancora. E magari, nell’attesa, far funzionale le arene e il cinema all’aperto, che avrà un capienza massima di mille posti e meno problemi di sanificazione dato che spesso lo spettacolo è unico. A Sassari e Cagliari ci sarà, a Oristano il comune sembra molto interessato. Vedremo». Chi ci sarà è Alessandro Murtas, titolare del Cinema Moderno Multiplex a Sassari e del Cinema Odissey a Cagliari, che però farà slittare l’apertura delle sale: «Noi sicuramente lunedì non riapriremo a Sassari e Cagliari e, per quanto ne so anche se non posso parlare per gli altri, nessuna sala cinematografica dell’isola riprenderà l’attività. Le norme anti Covid sono molto stringenti e per noi è molto complicato, in questo momento, adeguare le nostre strutture. Speriamo tutti che più avanti la morsa si allenti. A livello nazionale può darsi che aprano i cinema Uci e quindi anche quello di Cagliari, ma si parla comunque del primo luglio come data di ripartenza». Lo spettacolo, però, deve continuare e l’idea di bloccare tutto anche per l’estate non convince Alessandro Murtas: «Il mio programma è andare avanti con le rassegne all’aperto. A Sassari, dove manca da tanti anni, ho presentato domanda all’amministrazione comunale per poter allestire un’arena nell’area verde che c’è proprio dietro il Moderno e che ha bisogno di essere rimessa a posto. Se tutto va bene potrei inaugurare una rassegna estiva ai primi di luglio, che mi sembra in ogni caso la data più consona alle nostre esigenze perché, onestamente, farla adesso non avrebbe molto senso. A Cagliari abbiamo in programma di ripetere, e sarebbe il terzo anno di fila, la rassegna all’aperto negli spazi dell’ex Manifattura Tabacchi e dovremmo inaugurarla tra il 22 e il 25 giugno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I cinema. Sino all’ultimo dpcm, quello firmato dal presidente Conte l’11 giugno, le condizioni sanitarie che avrebbero permesso l’apertura delle sale erano troppo stringenti: «Adesso sembra che abbia accolto alcune delle nostre ricerche – spiega Gianfranco Ibba, presidente regionale dell’associazione nazionale degli esercenti dei cinema (Anec) –. Anche solo il fatto che i congiunti possano stare vicini e una volta seduti non siano obbligati a tenere la mascherina, renderebbe più piacevole la permanenza in sala. Anche il limite numerico di 200 ingressi potrebbe garantire un minimo di guadagno, tuttavia sarebbe da chiarire come rapportarle al numero di posti della sala dato che questo passaggio non è stato approfondito. Le altre imposizioni, poi, non sono impossibili. Quello che non mi convince è la materia prima – continua Ibba –, perché la distribuzione dei film è stata bloccata dalla pandemia e al momento non ci sono titoli interessanti, quelli che potrebbero invogliare la gente a ritornare al cinema. La distribuzione dei film è molto complicata, soprattutto dopo uno stop così lungo. Per questo credo che sia prudente attendere ancora. E magari, nell’attesa, far funzionale le arene e il cinema all’aperto, che avrà un capienza massima di mille posti e meno problemi di sanificazione dato che spesso lo spettacolo è unico. A Sassari e Cagliari ci sarà, a Oristano il comune sembra molto interessato. Vedremo». Chi ci sarà è Alessandro Murtas, titolare del Cinema Moderno Multiplex a Sassari e del Cinema Odissey a Cagliari, che però farà slittare l’apertura delle sale: «Noi sicuramente lunedì non riapriremo a Sassari e Cagliari e, per quanto ne so anche se non posso parlare per gli altri, nessuna sala cinematografica dell’isola riprenderà l’attività. Le norme anti Covid sono molto stringenti e per noi è molto complicato, in questo momento, adeguare le nostre strutture. Speriamo tutti che più avanti la morsa si allenti. A livello nazionale può darsi che aprano i cinema Uci e quindi anche quello di Cagliari, ma si parla comunque del primo luglio come data di ripartenza». Lo spettacolo, però, deve continuare e l’idea di bloccare tutto anche per l’estate non convince Alessandro Murtas: «Il mio programma è andare avanti con le rassegne all’aperto. A Sassari, dove manca da tanti anni, ho presentato domanda all’amministrazione comunale per poter allestire un’arena nell’area verde che c’è proprio dietro il Moderno e che ha bisogno di essere rimessa a posto. Se tutto va bene potrei inaugurare una rassegna estiva ai primi di luglio, che mi sembra in ogni caso la data più consona alle nostre esigenze perché, onestamente, farla adesso non avrebbe molto senso. A Cagliari abbiamo in programma di ripetere, e sarebbe il terzo anno di fila, la rassegna all’aperto negli spazi dell’ex Manifattura Tabacchi e dovremmo inaugurarla tra il 22 e il 25 giugno».
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