Gli educatori sardi contro la Regione: «Avete dimenticato i bambini»
Lo chiede il comitato “Servizi educativi per l’infanzia 0-6”
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CAGLIARI. «Le istituzioni riconoscano e restituiscano il valore che l’infanzia deve avere all’interno della nostra società». Lo chiede il comitato “Servizi educativi per l’infanzia 0-6”, composto da circa 90 servizi educativi «È ripartito tutto tranne i servizi educativi di ogni ordine e grado – sottolinea il Comitato– chiediamo alla Regione la riapertura dei nostri servizi. La chiusura oggi non ha più motivo di proseguire, visto che la comunità medico-scientifica ha stabilito che i bambini sono i meno esposti al Covid-19. Non a caso, in tutti gli altri Paesi i bambini hanno ripreso a frequentare le scuole e le altre attività socio-educative. Abbiamo chiesto fondi economici che compensino i costi delle nostre attività per i mesi della chiusura imposta da marzo a settembre, oltre al prolungamento della cassa integrazione in deroga per il periodo scoperto. Il rapporto di 1 a 5 stabilito nelle linee guida non consente a molte attività di riaprire come centri estivi dai 0 ai 6 anni. Con meno iscritti, le entrate non coprono i costi. E aumentare il personale comporta oneri che non possono più essere sostenuti. Ciò porta inevitabilmente ad un innalzamento delle rette che escluderà diversi bambini, andando contro il principio di offrire pari opportunità educative».
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