Piano casa e Ppr, lo scontro è a tutto campo
Il centrodestra: «Avanti compatti». Le opposizioni: «È uno scempio». Levata di scudi di Legambiente
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CAGLIARI. Il braccio di ferro continua. Sul futuro del Piano paesaggistico regionale la maggioranza di centrodestra e le opposizioni sono vicine ormai allo scontro totale. In commissione, dopo aver presentato una valanga di emendamenti, il centrosinistra e i Cinque stelle hanno chiesto di nuovo che dalla proroga del Piano casa sia stralciato l’articolo con cui «la giunta Solinas vorrebbe ritornare ad avere le mani libere nella fascia costiera». La risposta è stata un no secco, a cominciare da Angelo Cocciu, capogruppo di Forza Italia: «Andremo avanti compatti – ha scritto in un comunicato - Dai sardi abbiamo ricevuto il mandato di ritornare a essere autonomi anche nell’urbanistica e lo faremo con l’interpretazione autentica delle norme di attuazione del Ppr». Alla fine della settimana prossima la legge dovrebbe essere votata dalla commissione urbanistica, per poi entrare in aula alla fine del mese. «Non cambieremo la nostra posizione. Siamo convinti di essere dalla parte della ragione», ha detto l’assessore Quirico Sanna. Roberto Li Gioi, M5s, gli ha replicato: «Con un marchingegno legislativo, il centrodestra è venuto allo scoperto. Non vuole più confrontarsi col ministero ai beni ambientali, come invece è obbligatorio, per poi dare la spallata decisiva, spazzando via buona parte dei vincoli paesaggistici». Fino alla controreplica di Fratelli d’Italia, col capogruppo Francesco Mura: «Non vogliamo smantellare il Ppr, come sostiene l’opposizione, ma evitare che troppe opere pubbliche continuino a essere bloccate da un’infinità di divieti». In questo confronto, ogni giorno sempre più aspro, è intervenuta anche Legambiente. Dopo aver denunciato che le associazioni sono state escluse a priori dal dibattito, ha scritto in un comunicato: «Siamo di fronte a una proposta, portata avanti a testa bassa dal centrodestra, che è incomprensibile ed inaccettabile nel merito, ma anche nel metodo. Com’è possibile che oggi, a distanza di 14 anni dall’approvazione, sia proposta un’interpretazione autentica del Piano paesaggistico? Tant’è che per raggiungere lo scopo di ridurre al minimo le tutele soprattutto nella fascia costiera, usando come grimaldello il cantiere della strada Sassari-Alghero. Attenzione, però, è solo un alibi e infatti al centrodestra rivolgiamo l’appello di accantonare questo tentativo che purtroppo finirà per sminuire la salvaguardia del patrimonio ambientale e culturale della Sardegna».
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