Fiamme sul traghetto paura per i 225 a bordo
di Marco Bittau
Il fuoco è partito da un camion-frigo nel garage. Sulla nave anche molti turisti
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OLBIA. L’allarme è scattato intorno alle 19 di ieri, appena dentro il golfo di Olbia, in perfetto orario sulla tabella di marcia: una colonna di fumo nero si leva dalla stiva a prua della Cruise Bonaria, nave della flotta Grimaldi, in navigazione da Livorno all’Isola Bianca. C’è un incendio a bordo, provocato dal cortocircuito in un camion-frigo, uno dei tanti semirimorchi che ogni giorno fanno la spola tra i porti della Sardegna e quelli del continente. A bordo però ci sono anche 155 passeggeri (più 70 membri dell’equipaggio), la maggior parte turisti in viaggio verso una problematica vacanza in Sardegna al tempo del Covid. Tutti sono sbarcati sani e salvi a tarda sera, poco prima delle 21, quando l’incendio è stato praticamente spento e la nave lentamente è arrivata in porto accompagnata dai rimorchiatori Moby, con base a Olbia, e dalla motovedetta della Capitaneria di porto.
Ad attenderla in banchina un imponente schieramento di mezzi di soccorso e forze dell’ordine, rimasto in allarme per diverse ore, anche dopo l’ormeggio, per spegnere altri focolai ancora attivi nel garage. Le operazioni sono state coordinate dal direttore marittimo del nord Sardegna e comandante della Capitaneria di porto di Olbia, Maurizio Trogu. Solo oggi si potranno valutare i danni subiti dalla nave e dagli altri automezzi che si trovavano nella stiva (un centinaio in tutto). Le inchieste della Capitaneria di porto di Olbia e della Procura di Tempio, invece, chiariranno cosa esattamente ha provocato l’incendio e come si è propagato dentro la stiva.
Nessun ferito e nessun intossicato tra le persone a bordo, ma tanta paura, quella sì. Inevitabile, visto che nell’immaginario collettivo l’incendio a bordo della nave è uno dei peggiori incubi di chi viaggia in mare. Dalle testimonianze dei passeggeri al termine della brutta avventura, l’emergenza è stata gestita con ordine dal commissario e dal personale a bordo della Grimaldi. I passeggeri, che con i bagagli in mano già si preparavano a sbarcare, sono stati informati tempestivamente dell’incendio a bordo, tranquillizzati e invitati a raggiungere il salone di poppa, ben lontano dalla zona a rischio. Legittima apprensione, ma niente scene di panico anche quando la colonna di fumo denso e acre ha avvolto la prua della nave scatenando un mix di curiosità, paura e apprensione in mezza Olbia che dal porto o addirittura dalle proprie case ha assistito alla scena.
Dal salone di poppa i passeggeri hanno potuto assistere anche all’arrivo dei primi soccorritori. Il primo è stato il rimorchiatore Moby “Mascalzone scatenato” che ha raggiunto la Cruise Bonaria nel golfo di Olbia e con potenti getti d’acqua ha avviato le operazioni di spegnimento dell’incendio, poi proseguite insieme ai vigili del fuoco in banchina. «Moby si complimenta con il personale dei suoi rimorchiatori a bordo del 'Mascalzone scatenato” – annuncia con una punta di orgoglio la società del gruppo Onorato armatori – per la grande professionalità dimostrata e per il pronto intervento che ha permesso di mettere in sicurezza passeggeri e nave senza ulteriori rischi». La Cruise Bonaria ha ovviamente annullato la ripartenza prevista ieri, alle 21.30, dall’Isola Bianca per Livorno. In banchina all’Isola Bianca è rimasto il suo carico di passeggeri, auto e camion in attesa di un imbarco per la Toscana sulla prima nave utile.
@marcobittau. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ad attenderla in banchina un imponente schieramento di mezzi di soccorso e forze dell’ordine, rimasto in allarme per diverse ore, anche dopo l’ormeggio, per spegnere altri focolai ancora attivi nel garage. Le operazioni sono state coordinate dal direttore marittimo del nord Sardegna e comandante della Capitaneria di porto di Olbia, Maurizio Trogu. Solo oggi si potranno valutare i danni subiti dalla nave e dagli altri automezzi che si trovavano nella stiva (un centinaio in tutto). Le inchieste della Capitaneria di porto di Olbia e della Procura di Tempio, invece, chiariranno cosa esattamente ha provocato l’incendio e come si è propagato dentro la stiva.
Nessun ferito e nessun intossicato tra le persone a bordo, ma tanta paura, quella sì. Inevitabile, visto che nell’immaginario collettivo l’incendio a bordo della nave è uno dei peggiori incubi di chi viaggia in mare. Dalle testimonianze dei passeggeri al termine della brutta avventura, l’emergenza è stata gestita con ordine dal commissario e dal personale a bordo della Grimaldi. I passeggeri, che con i bagagli in mano già si preparavano a sbarcare, sono stati informati tempestivamente dell’incendio a bordo, tranquillizzati e invitati a raggiungere il salone di poppa, ben lontano dalla zona a rischio. Legittima apprensione, ma niente scene di panico anche quando la colonna di fumo denso e acre ha avvolto la prua della nave scatenando un mix di curiosità, paura e apprensione in mezza Olbia che dal porto o addirittura dalle proprie case ha assistito alla scena.
Dal salone di poppa i passeggeri hanno potuto assistere anche all’arrivo dei primi soccorritori. Il primo è stato il rimorchiatore Moby “Mascalzone scatenato” che ha raggiunto la Cruise Bonaria nel golfo di Olbia e con potenti getti d’acqua ha avviato le operazioni di spegnimento dell’incendio, poi proseguite insieme ai vigili del fuoco in banchina. «Moby si complimenta con il personale dei suoi rimorchiatori a bordo del 'Mascalzone scatenato” – annuncia con una punta di orgoglio la società del gruppo Onorato armatori – per la grande professionalità dimostrata e per il pronto intervento che ha permesso di mettere in sicurezza passeggeri e nave senza ulteriori rischi». La Cruise Bonaria ha ovviamente annullato la ripartenza prevista ieri, alle 21.30, dall’Isola Bianca per Livorno. In banchina all’Isola Bianca è rimasto il suo carico di passeggeri, auto e camion in attesa di un imbarco per la Toscana sulla prima nave utile.
@marcobittau. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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