Forestas in agitazione pressing dei sindacati per rinviare la legge
Cgil, Cisl e Uil contro il testo: malcontento tra i dipendenti Piano casa, oggi via libera alla proroga fino a dicembre
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CAGLIARI. È una di quelle sedute, oggi in Consiglio regionale, che dovrebbe scivolare via come l’olio. Sui due argomenti all’ordine del giorno, la proroga del Piano casa e le nuove categorie assegnate agli operai di Forestas, la maggioranza di centrodestra e le opposizioni dovrebbero muoversi all’unisono, o comunque non ostacolarsi. Ma alla vigilia del voto, dietro le quinte, s’è mosso qualcosa che potrebbe complicare tutto.
Agenzia in subbuglio. Questo pomeriggio l’Aula dovrebbe dare il via libera definitivo alla legge che inquadra i dipendenti di Forestas nel contratto dei regionali. Di fatto è un passaggio tecnico dopo che, nella scorsa legislatura, il trasferimento in massa dei 5mila lavoratori era stato approvato all’unanimità. Però i problemi si sono materializzati dopo, perché fra le categorie previste nella pianta organica della Regione non esiste quella degli operai forestali, mentre gran parte dei lavoratori dell’Agenzia appartiene proprio a quella categoria. A sbrogliare questa matassa sarebbe dovuto essere il Comitato che si occupa di contratti collettivi, la sigla è Coran, ma non s’è ancora insediato. Così per evitare che Forestas finisse per essere tagliata fuori dalla campagna antincendi in corso, a causa di un contratto ancora ballerino, il Consiglio regionale è stato costretto a intervenire con una legge. Legge che, una settimana fa, è stata approvata in commissione, con l’astensione delle opposizioni, ma per essere contestata subito dopo dai sindacati. In un comunicato Flai-Cgil e Fai-Cisl hanno scritto: «Il testo che abbiamo letto non va bene. Rischia di scatenare un profondo malcontento. Proclamiamo lo stato di agitazione e chiediamo ai partiti di fermarsi, per non commettere un clamoroso errore: gli inquadramenti del personale non possono essere imposti dalla politica». E infatti per salvare la campagna antincendi i sindacati propongono un accordo transitorio in attesa che si riunisca il Coran. A questo punto, viste le pressioni, addirittura la legge potrebbe essere congelata.
Piano casa. La proroga fino a dicembre dovrebbe passare all’unanimità. Ma sullo sfondo comincia a intravedersi quanto accadrà invece il primo luglio, non più il 30 giugno, e cioè lo scontro a tutto campo sulle correzioni in corsa del Piano paesaggistico. Sono quelle proposte dal centrodestra, ma bocciate dalle opposizioni come scandalose e pericolose. Quindi è possibile che già da oggi le fazioni comincino ad affrontarsi. In più c’è da registrare la discesa in campo delle associazioni ambientaliste (Legambiente, Wwf, Italia Nostra e Fai) che in un comunicato hanno scritto: «Il Ppr non si tocca». (ua)
Agenzia in subbuglio. Questo pomeriggio l’Aula dovrebbe dare il via libera definitivo alla legge che inquadra i dipendenti di Forestas nel contratto dei regionali. Di fatto è un passaggio tecnico dopo che, nella scorsa legislatura, il trasferimento in massa dei 5mila lavoratori era stato approvato all’unanimità. Però i problemi si sono materializzati dopo, perché fra le categorie previste nella pianta organica della Regione non esiste quella degli operai forestali, mentre gran parte dei lavoratori dell’Agenzia appartiene proprio a quella categoria. A sbrogliare questa matassa sarebbe dovuto essere il Comitato che si occupa di contratti collettivi, la sigla è Coran, ma non s’è ancora insediato. Così per evitare che Forestas finisse per essere tagliata fuori dalla campagna antincendi in corso, a causa di un contratto ancora ballerino, il Consiglio regionale è stato costretto a intervenire con una legge. Legge che, una settimana fa, è stata approvata in commissione, con l’astensione delle opposizioni, ma per essere contestata subito dopo dai sindacati. In un comunicato Flai-Cgil e Fai-Cisl hanno scritto: «Il testo che abbiamo letto non va bene. Rischia di scatenare un profondo malcontento. Proclamiamo lo stato di agitazione e chiediamo ai partiti di fermarsi, per non commettere un clamoroso errore: gli inquadramenti del personale non possono essere imposti dalla politica». E infatti per salvare la campagna antincendi i sindacati propongono un accordo transitorio in attesa che si riunisca il Coran. A questo punto, viste le pressioni, addirittura la legge potrebbe essere congelata.
Piano casa. La proroga fino a dicembre dovrebbe passare all’unanimità. Ma sullo sfondo comincia a intravedersi quanto accadrà invece il primo luglio, non più il 30 giugno, e cioè lo scontro a tutto campo sulle correzioni in corsa del Piano paesaggistico. Sono quelle proposte dal centrodestra, ma bocciate dalle opposizioni come scandalose e pericolose. Quindi è possibile che già da oggi le fazioni comincino ad affrontarsi. In più c’è da registrare la discesa in campo delle associazioni ambientaliste (Legambiente, Wwf, Italia Nostra e Fai) che in un comunicato hanno scritto: «Il Ppr non si tocca». (ua)
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