Progressisti: dopo il Covid serve un Piano di rinascita
Il gruppo di opposizione presenta una proposta che vale 10 miliardi in 10 anni Zedda: «La Giunta è ferma. Perderemo i contributi straordinari dell’Europa»
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CAGLIARI. Dall’Europa potrebbero arrivare dai 10 ai 13 miliardi per raddrizzare la Sardegna dopo il ciclone Covid-19. «Ma senza farci avanti con progetti presentabili, rischiamo di perdere gran parte di questi finanziamenti», è stata la prima accusa dei Progressisti, con in testa Massimo Zedda, alla giunta Solinas. Contestazione scaricata sul tavolo del dibattito politico, insieme a un corposo progetto di legge. Lo è sin dal nome: «Piano di rinascita», come quello storico degli anni 50-60. Solo che stavolta – sottolineano i consiglieri – «a presentarlo è l’opposizione, perché chi governa, i sardo-leghisti, finora ha fatto gran poco per risollevare le sorti della Sardegna all’indomani della pandemia. Abbiamo assistito solo a un valzer di annunci». Invece, in 11 articoli, il gruppo di Zedda e Francesco Agus ha tracciato un piano modulato su 10 anni fino al 2029. Ma per far cosa? «Intervenire sin da subito sul Sistema Sardegna, che era in difficoltà prima della pandemia e uscito peggio dalla lunga quarantena». Quindi, «serve programmare sul lungo periodo, sfruttando i i contributi straordinari in arrivo da Bruxelles», ha aggiunto Maria Laura Orrù.
Progettare. L’Europa ha detto che «la quota più consistente per ogni Stato dipenderà dalla qualità dei progetti presentati». C’è una scadenza: entro ottobre «le idee dovranno essere messe nero su bianco». Invece – secondo i Progressisti – «la giunta Solinas continua solo a navigare a vista». Sono una decina le pietre miliari del nuovo Piano di rinascita: ambiente, forestazione, sanità, attività produttive, scuola e formazione, risanamento di siti industriali e delle aree sottoposte a servitù militari, isole minori, salvaguardia del patrimonio culturale e linguistico, connessioni con le reti internazionali, ciclo dell’acqua e assetto idrogeologico. «Ognuna delle macro voci – ha ribadito Zedda – dovrà essere poi riempita di progetti realizzabili ed è proprio questo che ci chiederà l’Europa». Il primo è scritto nella legge: la nascita dell’Agenzia regionale per l’occupazione, perché il «Piano di rinascita dovrà avere ricadute non solo sull’economia ma anche sull’inclusione sociale».
La proposta. «Il Piano lo mettiamo a disposizione di tutte le forze politiche. Soprattutto del centrodestra, perché chi governa ha bisogno di una scossa», ha detto Francesco Agus. In tempi stretti – secondo i Progressisti con Laura Caddeo – «sarà indispensabile coinvolgere nella progettazione tutte le forze positive e propositive necessarie per il rilancio della Sardegna».
Progettare. L’Europa ha detto che «la quota più consistente per ogni Stato dipenderà dalla qualità dei progetti presentati». C’è una scadenza: entro ottobre «le idee dovranno essere messe nero su bianco». Invece – secondo i Progressisti – «la giunta Solinas continua solo a navigare a vista». Sono una decina le pietre miliari del nuovo Piano di rinascita: ambiente, forestazione, sanità, attività produttive, scuola e formazione, risanamento di siti industriali e delle aree sottoposte a servitù militari, isole minori, salvaguardia del patrimonio culturale e linguistico, connessioni con le reti internazionali, ciclo dell’acqua e assetto idrogeologico. «Ognuna delle macro voci – ha ribadito Zedda – dovrà essere poi riempita di progetti realizzabili ed è proprio questo che ci chiederà l’Europa». Il primo è scritto nella legge: la nascita dell’Agenzia regionale per l’occupazione, perché il «Piano di rinascita dovrà avere ricadute non solo sull’economia ma anche sull’inclusione sociale».
La proposta. «Il Piano lo mettiamo a disposizione di tutte le forze politiche. Soprattutto del centrodestra, perché chi governa ha bisogno di una scossa», ha detto Francesco Agus. In tempi stretti – secondo i Progressisti con Laura Caddeo – «sarà indispensabile coinvolgere nella progettazione tutte le forze positive e propositive necessarie per il rilancio della Sardegna».
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