Un market dello spaccio tra i clienti giovanissimi da tutta la provincia

I militari hanno documentato un flusso continuo di ragazzi I rapporti tra la gang africana e la piccola criminalità locale

SASSARI. Centinaia e centinaia di dosi cedute a ragazzi e ragazze sassaresi e ad altri giovani arrivati dai centri della provincia. Un flusso senza fine che è stato documentato con calma dai carabinieri e il bilancio di quanto sia sviluppato il consumo di eroina e cocaina sulla piazza locale è in quelle innumerevoli segnalazioni che sono state trasmesse alla Prefettura.

È questa l’altra faccia dell’indagine sul narcotraffico, quella che guarda verso l’interno e mette in evidenza la saldatura tra domanda e offerta, tra chi crea e gestisce il mercato e chi va a comprare.

Lo spaccio non si è mai fermato nei vicoli del centro storico, anzi con il passare del tempo - nonostante le rassicurazioni - quell’ambiente si è consolidato ed è diventato ideale per favorire incontri e inventare opportunità sempre diverse per la cessione dello stupefacente. Mai quantitativi elevati, sempre poche dosi, il necessario per due o tre acquirenti. Niente gruppi e assembramenti: prima il denaro da una parte, poi la dose ritirata da un’altra. Una organizzazione spregiudicata e mai sazia, capace di dettare le regole e di regolare il mercato fino a fare “desiderare” la droga che a un certo punto aumentava anche di prezzo.

Sembra di essere tornati indietro di chissà quanti anni, di rivivere tempi che sembravano dimenticati. L’indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo dei carabinieri del comando provinciale di Sassari non ha solo cristallizzato l’operatività di una organizzazione di professionisti dediti alla movimentazione di importanti quantitativi di eroina e cocaina, ha scoperto definitivamente un fenomeno che forse negli ultimi anni in troppi hanno fatto finta di non vedere.

Ragazzi e ragazze, molti i giovanissimi, che riescono a trovare il percorso che porta fino agli spacciatori, quelli che stanno sempre lì in quelle strade che sembrano “garantite” da chissà quali protezioni. E dove non bastano le proteste, le lamentele continue, ma anche le paure dei residenti per rimuovere attività illecite che sono andate avanti anche quando l’organizzazione ha accusato colpi importanti, con perdite di carico che non hanno minimamente intaccato le operazioni dei venditori di droga.

A un certo punto, però, è successa qualcosa che ha modificato la situazione. Si è aperta una breccia nel fronte dello spaccio continuo e i carabinieri sono riusciti a entrare senza essere notati. È stato possibile definire i collegamenti tra alcuni esponenti della criminalità nigeriana e “pusher” locali, alcuni con precedenti specifici e già comparsi più volte nelle rubriche delle forze dell’ordine. Lo spacciatore di quartiere è stato tenuto d’occhio e pure altri che avevano riferimenti comuni, e la conseguenza è stata fin troppo logica: tutti quei ragazzi “documentati” uno per uno andavano lì, all’appuntamento quotidiano o settimanale con la droga arrivata da lontano e venduta nei vicoli presidiati dalle sentinelle. (g.b.)

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