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Tassi fuori soglia, otto a giudizio

Tassi fuori soglia, otto a giudizio

Per un mutuo a un’azienda di Decimoputzu. La difesa: norme rispettate

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CAGLIARI. Usura bancaria è il reato di cui dovranno rispondere otto funzionari del Banco di Sardegna che secondo la Procura tra il 2006 e il 2012 avrebbero applicato tassi fuorilegge su un conto intestato alla società agricola Fratelli Medda, con sede a Decimoputzu. Chiusa con una consulenza contabile l’inchiesta nata da un esposto dei soci Alberto, Tiziano e Maurizio Medda il pm Diana Lecca aveva chiesto per due volte l’archiviazione del fascicolo - il 12 ottobre 2016 e il 26 settembre 2018 - ma ora il gip Lucia Perra ha accolto l’opposizione dell’avvocato Carlo Monaldi, che patrocina le parti offese, e ha disposto il giudizio davanti al tribunale, prima udienza il prossimo 4 dicembre. Dovranno presentarsi davanti ai giudici della prima sezione l’ex direttore della filiale del Banco di Villasor Carlo Spissu (64 anni) originario di Giave e residente a Cagliari, il direttore generale del comitato attivo e passivo all’epoca dei fatti Natalino Oggiano (77) di Sassari, il vicedirettore del comitato Lucio Panti (69) di Alghero, il responsabile direzione area clienti Daniele Corpino (72) di Cagliari, il responsabile della direzione amministrativa Antonello Masia (67) di Sassari, il responsabile della direzione commerciale Alfio Alfredo Luigi Coco (74) di Macomer, il responsabile del servizio finanza Stefano Porqueddu (62) di Thiesi e residente a Sassari, il responsabile del servizio studi pianificazione Domenico Tanzanu (63) di Bitti e residente a Sassari. Tutti gli imputati sono difesi dall’avvocato Piero Arru tranne Corpino che è patrocinato dall’avvocata Carla Corpino e Porqueddu difeso dall’avvocata Gabriella Serra.

La vicenda è comune ad altre che sono state al centro di procedimenti penali per usura: impegnata nel settore dell’allevamento, nel 2006 la società agricola Fratelli Medda chiese e ottenne dal Banco di Sardegna l’apertura di un mutuo per miglioramento agrario per 700 mila euro con la convenzione Agrifidi, un altro mutuo per acquisto di terre pari a 296 mila euro e alcune linee di credito legate a un conto corrente. Tempo dopo i soci dell’azienda incaricarono il perito Vittorio Palomba di verificare se i tassi applicati dalla Banca rispettassero le soglie di legge. Dopo un lungo palleggio tra Procura e gip, è passata in parte la tesi dell’avvocato Monaldi: i tassi sul conto corrente risulterebbero fuori soglia e quindi usurari. Il Banco si è sempre difeso sostenendo di aver rispettato pienamente le norme: nessuna usura e nessun reato commesso dai funzionari. (m.l)

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