Una lettera per chiedere perdono
«Signora Mariella e signor Antonello, immagino che per voi le mie parole potrebbero risultare irrilevanti, ma sento la necessità di esprimervi il dispiacere, il senso di colpa, la desolazione e l’imme...
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«Signora Mariella e signor Antonello, immagino che per voi le mie parole potrebbero risultare irrilevanti, ma sento la necessità di esprimervi il dispiacere, il senso di colpa,
la desolazione e l’immenso dolore che provo nei vostri confronti». Si è rivolto così ai genitori di Alberto Melone prima che il giudice leggesse
in aula la sentenza che lo condanna a quindici anni
e quattro mesi di carcere.
«Posso solo provare a immaginare la tristezza,
il dolore, la collera per la perdita Alberto – ha scritto il 19enne – e ne sono partecipe anche io. Porterò sempre nel mio cuore i momenti passati con lui, come porterò nel cuore il suo sorriso e l’allegria che caratterizzava il tempo che abbiamo trascorso insieme.
Il patimento più spiacevole a cui sono quotidianamente legato – ha aggiunto Lukas – è quello di avere sulla coscienza non solo la vita di un caro amico ma anche il dolore e l'infelicità della sua famiglia.
Consapevole di questo, pur non avendo nessun diritto di pretenderlo – ha concluso – vorrei sinceramente e umilmente chiedervi perdono». (l.f.)
la desolazione e l’immenso dolore che provo nei vostri confronti». Si è rivolto così ai genitori di Alberto Melone prima che il giudice leggesse
in aula la sentenza che lo condanna a quindici anni
e quattro mesi di carcere.
«Posso solo provare a immaginare la tristezza,
il dolore, la collera per la perdita Alberto – ha scritto il 19enne – e ne sono partecipe anche io. Porterò sempre nel mio cuore i momenti passati con lui, come porterò nel cuore il suo sorriso e l’allegria che caratterizzava il tempo che abbiamo trascorso insieme.
Il patimento più spiacevole a cui sono quotidianamente legato – ha aggiunto Lukas – è quello di avere sulla coscienza non solo la vita di un caro amico ma anche il dolore e l'infelicità della sua famiglia.
Consapevole di questo, pur non avendo nessun diritto di pretenderlo – ha concluso – vorrei sinceramente e umilmente chiedervi perdono». (l.f.)
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