La Nuova Sardegna

Boeri: una combattente instancabile

di Daniela Scano
Boeri: una combattente instancabile

L’archistar ricorda l’amica: a Cala di Trana viveva in una specie di parco naturale

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SASSARI. Il suo ricordo personale è venato della malinconia di incontri avvolti nel profumo intenso della macchia mediterranea. «Ciao Giulia Maria, coraggiosa, instancabile, irripetibile combattente per proteggere e ampliare la Bellezza italiana. Una Bellezza che avevi dentro di te». E poi una immagine che è anche un dolce commiato: «Ti pensiamo a passeggiare, con Guglielmo, tra i mirti e gli elicrisi».

È molto “sardo” il pensiero che Stefano Boeri, l’architetto più vicino alla natura che si possa immaginare, ha dedicato ieri sulla sua pagina Facebook alla sua cara e grande amica Giulia Maria Crespi. La notizia della morte della donna simbolo del Fai, di quella che è stata la grande Signora dell’ambiente italiano, ha raggiunto Stefano Boeri nella sua casa della Maddalena dove si trova per un breve periodo di riposo.

Il riferimento ai mirti e agli elicrisi è la istantanea della tenuta gallurese dove Giulia Maria Crespi trascorreva lunghi periodi con il marito. .

«Lei viveva in questa specie di parco naturale –_ è il ricordo dell’architetto –. Aveva preso uno stazzo e lo aveva lasciato intatto, perché aveva la cultura della naturalità e della possibilità che le biodiversità vegetali si esprimessero senza interventi “esterni”». «Questa cosa le piaceva moltissimo, adorava vivere così – continua Boeri –. Viveva in questo spazio naturale che aveva lasciato come l’avevano vissuto i pastori prima di lei. Non aveva fatto grandi modifiche: l’arenile, tutta la macchia mediterranea era rimasta la stessa. La si andava a trovare in questa sua tenuta ed era come fare un viaggio nel tempo».

Stefano Boeri può davvero dire di Giulia Maria Crespi «la conoscevo bene». «Sì, da molti anni – risponde al telefono –. Ho sempre stimato il suo coraggio e la sua ostinazione». «Giulia Maria – prosegue – era una donna incredibile che non dava per scontato nulla e non dava per persa nessuna battaglia, neppure la più impossibile». Sarà quindi certamente a Giulia Maria Crespi che, il 21 novembre, giornata internazionale dell’albero, l’architetto padre del “bosco verticale” di Milano dedicherà un pensiero nel raduno che sta promuovendo intorno all’olivo millenario di Luras. S’ozzastru che Giulia Maria Crespi, che amava la Sardegna fino a farla diventare la sua seconda casa, il suo luogo dell’anima, avrà certamente visitato durante le sue frequentazioni isolane.

Soggiorni che non erano solo vacanze, ricorda Stefano Boeri, ma un impegno determinante sul campo della tutela del paesaggio e dell’ambiente. «Credo – spiega l’architetto – che Giulia Maria Crespi abbia fatto del bene anche per la Sardegna. Il suo apporto al piano paesaggistico di Renato Soru fu molto importante. La sua era una voce importante perché in quel momento il Fai era diventata una istituzione di riferimento. La posizione di Giulia Maria in quella occasione fu molto coraggiosa e utile».

Con Renato Soru, di cui anche Stefano Boeri è amico, Giulia Maria Crespi aveva mantenuto uno splendido rapporto. Ed è proprio con l’ex presidente della Regione che, a Natale, l’architetto ha incontrato per l’ultima volta di persona la Signora Fai. «È successo – dice – a un concerto che lei faceva ogni anno per Natale, ci siamo andati tutti insieme e l’abbiamo salutata. E poi l’ho risentita quando ha avuto la tragedia del figlio. Un dolore immenso per lei, una tragedia».



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