Province e sanità, le leggi viaggiano in parallelo
La nuova mappa degli enti locali sarà approvata il 3 agosto. Il voto sulle Asl alla vigilia di Ferragosto
3 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Le Province o la sanità: quale delle due riforme sarà approvata per prima dal Consiglio regionale? Oggi viaggiano in parallelo, ma la nuova mappa degli enti locali sembra essersi ritagliata una corsia preferenziale. Le Aziende sanitarie arriveranno a ruota, perché i loro confini saranno gli stessi delle resuscitate Province (Nuoro, Ogliastra, Oristano, Gallura e Sulcis-Iglesiente), dell’accoppiata Sud Sardegna-Città metropolitana di Cagliari e, infine, della neonata aggregazione dei Comuni dell’ex Provincia di Sassari. L’intreccio fra le due riforme, quindi, non è solo inevitabile, ma indispensabile: le due mappe, quella amministrativa e quella sanitaria, dovranno per forza sovrapporsi. A parte un’eccezione: il Medio Campidano, che non potrà più fregiarsi del titolo di Provincia, i suoi Comuni saranno assorbiti dal Sud Sardegna e dal Sulcis-Iglesiente, ma avrà comunque un’Azienda sanitaria. C’è all’orizzonte anche un’altra variabile: con un referendum, i Comuni potranno scegliere – l’ipotesi è allo studio – se far parte di una Provincia o dell’altra.
Enti locali. Oggi la commissione riforme del Consiglio regionale, presieduta da Pierluigi Saiu della Lega, si riunisce per definire gli ultimi particolari della bozza in cui sono state unificate ben quattro proposte di legge. Ormai sono considerate al sicuro – a otto anni dal referendum regionale che le ha abolite – le Province della Gallura, dell’Ogliastra e del Sulcis-Iglesiente. Con lo stesso testo, la commissione ha ridefinito anche le competenze di quelle storiche, Nuoro, Oristano e Sud Sardegna, sopravvissute al referendum costituzionale del 2017. In più, come ormai è scontato, oltre alla Città metropolitana di Cagliari ci sarà anche quella di Sassari.
Elezioni dirette. La commissione riforme vuole bruciare le tappe. Stando alle ultime indiscrezioni, in settimana dovrebbe concludere un breve giro di audizioni per limare alcuni articoli. Poi, poco prima delle fine del mese, dovrebbe approvare il testo e inviarlo al Consiglio delle autonomie locali per il parere. Fatti un po’ di calcoli, non sembra essere azzardata la data del 3 agosto per il via libera definitivo da parte del Consiglio regionale. Il che permetterebbe – ma per ora è soltanto un’ipotesi – l’elezione diretta a ottobre dei Consigli provinciali insieme all’apertura dei seggi per il rinnovo di 160 amministrazioni comunali.
Sanità. Domani la commissione bilancio dovrà esprimere il parere sul ritorno delle Aziende sanitarie al posto dell’Asl unica. I maggiori costi per il nuovo decentramento dovranno essere comunque coperti. La maggioranza di centrodestra ha ribadito però quanto dice da tempo: «Le spese di gestione non aumenteranno». Mentre le opposizioni, contrarie alla riforma, hanno rilanciato: «La moltiplicazioni di manager, direttori amministrativi e direttori sanitari costerà 3 milioni in più». Il confronto aspro su questo aspetto economico è appena cominciato, anche se ormai la riforma sembra essere stata blindata dal centrodestra dopo il voto favorevole della commissione sanità, presieduta da Domenico Gallus del gruppo Udc-Cambiamo. Certo, manca ancora il parere del Consiglio delle autonomie locali, è atteso la settimana prossima, e non si sa neanche se le opposizioni chiederanno – com’è molto probabile – i dieci giorni di tempo previsti dal regolamento del Consiglio per preparare la relazione di minoranza. Comunque, anche in questo caso, una previsione sulle date può essere fatta: la riforma dovrebbe entrare in aula nella seconda settimana di agosto. Con questa avvertenza: intralciato da un’ottantina di emendamenti, presentati dalla maggioranza e dalle opposizioni, il suo cammino sarà molto più complicato della legge sul ritorno delle Province. (ua)
Enti locali. Oggi la commissione riforme del Consiglio regionale, presieduta da Pierluigi Saiu della Lega, si riunisce per definire gli ultimi particolari della bozza in cui sono state unificate ben quattro proposte di legge. Ormai sono considerate al sicuro – a otto anni dal referendum regionale che le ha abolite – le Province della Gallura, dell’Ogliastra e del Sulcis-Iglesiente. Con lo stesso testo, la commissione ha ridefinito anche le competenze di quelle storiche, Nuoro, Oristano e Sud Sardegna, sopravvissute al referendum costituzionale del 2017. In più, come ormai è scontato, oltre alla Città metropolitana di Cagliari ci sarà anche quella di Sassari.
Elezioni dirette. La commissione riforme vuole bruciare le tappe. Stando alle ultime indiscrezioni, in settimana dovrebbe concludere un breve giro di audizioni per limare alcuni articoli. Poi, poco prima delle fine del mese, dovrebbe approvare il testo e inviarlo al Consiglio delle autonomie locali per il parere. Fatti un po’ di calcoli, non sembra essere azzardata la data del 3 agosto per il via libera definitivo da parte del Consiglio regionale. Il che permetterebbe – ma per ora è soltanto un’ipotesi – l’elezione diretta a ottobre dei Consigli provinciali insieme all’apertura dei seggi per il rinnovo di 160 amministrazioni comunali.
Sanità. Domani la commissione bilancio dovrà esprimere il parere sul ritorno delle Aziende sanitarie al posto dell’Asl unica. I maggiori costi per il nuovo decentramento dovranno essere comunque coperti. La maggioranza di centrodestra ha ribadito però quanto dice da tempo: «Le spese di gestione non aumenteranno». Mentre le opposizioni, contrarie alla riforma, hanno rilanciato: «La moltiplicazioni di manager, direttori amministrativi e direttori sanitari costerà 3 milioni in più». Il confronto aspro su questo aspetto economico è appena cominciato, anche se ormai la riforma sembra essere stata blindata dal centrodestra dopo il voto favorevole della commissione sanità, presieduta da Domenico Gallus del gruppo Udc-Cambiamo. Certo, manca ancora il parere del Consiglio delle autonomie locali, è atteso la settimana prossima, e non si sa neanche se le opposizioni chiederanno – com’è molto probabile – i dieci giorni di tempo previsti dal regolamento del Consiglio per preparare la relazione di minoranza. Comunque, anche in questo caso, una previsione sulle date può essere fatta: la riforma dovrebbe entrare in aula nella seconda settimana di agosto. Con questa avvertenza: intralciato da un’ottantina di emendamenti, presentati dalla maggioranza e dalle opposizioni, il suo cammino sarà molto più complicato della legge sul ritorno delle Province. (ua)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
