Una filiera per le foraggere dell’isola
ARBOREA. La creazione di una filiera sementiera sarda è l’obiettivo del progetto Sem.For.Sar, sigla di “Sementi foraggere per la Sardegna”, avviato lo scorso anno. Finanziato dalla legge regionale...
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ARBOREA. La creazione di una filiera sementiera sarda è l’obiettivo del progetto Sem.For.Sar, sigla di “Sementi foraggere per la Sardegna”, avviato lo scorso anno. Finanziato dalla legge regionale numero 7 del 2007, il progetto vede Agris e il dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari (in collaborazione con la Cooperativa Produttori Arborea) impegnati nella valorizzazione di ecotipi locali, nella diversificazione delle produzioni nelle aziende cerealicole e zootecniche, nel miglioramento della gestione agronomica e di utilizzazione delle colture. In questi giorni ad Arborea si svolgeranno le operazioni di raccolta del seme di medica polimorfa nel campo sperimentale realizzato dall’Università di Sassari in collaborazione con la Cooperativa produttori Arborea e con Agris.
In Sardegna le superfici occupate da foraggere sono notevoli - oltre un milione e trecentomila ettari - ma la produzione di sementi risulta irrisoria: nel 2017 solo i 3,5 ettari seminati dall’agenzia regionale Agris per la produzione di Medicago polymorpha.
Proprio la carenza di varietà di specie mediterranee adatte all’ambiente e il costo elevato delle sementi rappresentano alcuni tra i punti di maggiore debolezza del comparto foraggero-zootecnico. Della necessità di avviare una filiera di produzione di sementi locali si discute da tempo, ma finora senza risultati. Negli ultimi decenni, sono numerose le varietà di specie foraggere di origine sarda che sono state iscritte ai registri varietali tuttavia i diritti di riproduzione della maggior parte di questi materiali, che portano il nome di toponimi sardi come Antas, Monti, Losa, Campeda, sono stati ceduti ad aziende sementiere australiane. Il progetto Sem.For.Sar. intende valorizzare le caratteristiche delle sementi di specie spontanee dei pascoli della Sardegna, selezionate naturalmente dopo millenni di attività pastorali in equilibrio con l’ambiente naturale che potrebbe potenzialmente generare enormi benefici alle decine di migliaia di aziende agropastorali dell’isola.
In Sardegna le superfici occupate da foraggere sono notevoli - oltre un milione e trecentomila ettari - ma la produzione di sementi risulta irrisoria: nel 2017 solo i 3,5 ettari seminati dall’agenzia regionale Agris per la produzione di Medicago polymorpha.
Proprio la carenza di varietà di specie mediterranee adatte all’ambiente e il costo elevato delle sementi rappresentano alcuni tra i punti di maggiore debolezza del comparto foraggero-zootecnico. Della necessità di avviare una filiera di produzione di sementi locali si discute da tempo, ma finora senza risultati. Negli ultimi decenni, sono numerose le varietà di specie foraggere di origine sarda che sono state iscritte ai registri varietali tuttavia i diritti di riproduzione della maggior parte di questi materiali, che portano il nome di toponimi sardi come Antas, Monti, Losa, Campeda, sono stati ceduti ad aziende sementiere australiane. Il progetto Sem.For.Sar. intende valorizzare le caratteristiche delle sementi di specie spontanee dei pascoli della Sardegna, selezionate naturalmente dopo millenni di attività pastorali in equilibrio con l’ambiente naturale che potrebbe potenzialmente generare enormi benefici alle decine di migliaia di aziende agropastorali dell’isola.
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