La Nuova Sardegna

Dopo 22 giorni è ufficiale: Grazianeddu è latitante

di Simonetta Selloni
Dopo 22 giorni è ufficiale: Grazianeddu è latitante

Il bandito di Orgosolo sparito il 2 luglio: a 78 anni è di nuovo alla macchia  La Corte d’Appello di Cagliari ha notificato il decreto all’avvocato Goddi

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NUORO. Per quelle strane vie della sorte, anche giudiziaria, a decretare ufficialmente che Mesina Graziano fu Pasquale, nato a Orgosolo il 4 aprile 1942, è a tutti gli effetti per lo Stato un latitante, è stato il presidente della prima sezione della Corte d’Appello di Cagliari, Giovanni Lavena. Lo stesso giudice che lo scorso anno, andando oltre il termine di sei mesi per il deposito delle motivazioni della sentenza d’appello che confermava la condanna a 30 anni per Grazianeddu, ha indirettamente aperto le porte del carcere e restituito a Mesina la libertà, o almeno quello che più le si avvicinava. Al netto delle prescrizioni (obbligo di firma in caserma, divieto di uscire di casa dalle 22 alle 6 del mattino); libertà per decorrenza dei termini, in attesa del giudizio definitivo della Cassazione per traffico di stupefacenti e altri reati piuttosto gravi.

E mentre la Suprema corte decideva sul ricorso contro la condanna presentato dall’avvocata di Mesina, Beatrice Goddi, il 2 luglio scorso, lui metteva in atto l’opzione “B” casomai fosse avvenuto quello che è accaduto: la conferma della condanna. Opzione “B”: stare fuori dal carcere al quale la condanna definitiva lo rispedisce. In altri termini, scappare. Sorpresa: almeno per chi pensava che l’ex primula rossa del Supramonte avesse mandato in quiescenza i geni che ne hanno in qualche modo creato il caso mediatico, o per quelli che ritenevano che 78 anni, con acciacchi e appesantimento d’ordinanza, fossero un’ottima ragione per non ridiventare uccel di bosco.

Macché. Forte di un collaudato know-how in tema di vita alla macchia esercitato tra l’una e l’altra delle sue (molte) evasioni, deciso a non tornare in carcere - dove ha soggiornato per 40 anni -, Mesina si è reso “momentaneamente irreperibile”. Non è andato a firmare in caserma (e non era mai capitato dall’insperato ritorno alla libertà), e non ha aspettato la notifica della conferma della sentenza. Irreperibile, dunque, fino a qualche giorno fa, quando proprio il giudice Lavena ha firmato il decreto che ne sancisce lo status di latitante, accogliendo la richiesta della Procuratrice generale Francesca Nanni. «Me lo hanno notificato, è un atto dovuto, non c’è altro da aggiungere», ha detto l’avvocata Beatrice Goddi. La notifica è arrivata a lei, dal momento che lei ha discusso davanti alla Cassazione. «Niente da dire, non mi risulta nulla», ha invece detto l’altra avvocata di Mesina, Maria Luisa Vernier.

E ora che succede? Fondamentalmente nulla, se non per i risvolti giuridici che la sottile differenza tra irreperibile e latitante comportano. Non cambia la sostanza delle cose. Grazianeddu sembra essersi volatilizzato. Le ricerche vanno verso le più disparate direzioni, o, secondo la più trita delle frasi fatte, a 360 gradi. Orgosolo è al centro di questa ricerca, essenzialmente condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Nuoro, non fosse altro perché da lì, inequivocabilmente, si è mosso Mesina. Ma chiunque si trovi a viaggiare per le strade dell’isola non può non notare il moltiplicarsi di posti di blocco, anche della Polizia di Stato. Mesina sembra un improbabile candidato alla vita sui monti. È una quesione di età, di salute. E di stanchezza, forse. Dove sia nasconde, su quali aiuti può contare? Belle domande. Mesina Graziano, 78 anni, ufficialmente latitante. Di nuovo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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