Forza Italia in ansia in vista delle Regionali
La positività del leader acuisce i malesseri del partito. In caso di flop, c’è chi teme una scissione
2 MINUTI DI LETTURA
[FIRMA&LUOGO]di Marcello Campo
<MC>ROMA
[TESTO]Dentro Forza Italia aumenta l'ansia e il timore per le prospettive future: la notizia della positività al covid di Silvio Berlusconi acuisce un senso di malessere di un partito che già da mesi, tra defezioni e sondaggi negativi, attraversa una fase di crisi. Ma più che le condizioni di salute del Cavaliere, a togliere il sonno ai parlamentari azzurri è il rischio di un flop alle prossime regionali e il possibile conseguente «Liberi tutti». A peggiorare il clima, il più che probabile taglio dei seggi che potrebbe far scattare una sorta di «si salvi chi può» nella caccia a un posto sicuro per tornare in Parlamento. Un «redde rationem» che secondo alcuni peones potrebbe addirittura scaturire in una scissione. Secondo questo fronte di arrabbiati, se alle regionali Fi dovesse toccare il fondo, si potrebbero verificare due scenari: una fuga con il contagocce dei singoli eletti o una operazione più coordinata per creare gruppi centristi. Tra loro in tanti guardano con attenzione ad Azione di Carlo Calenda, all'area Carfagna da tempo in rotta con l'idea di un centrodestra a trazione sovranista e Italia Viva. Ma molto dipenderà dalla nuova legge elettorale: una proporzionale con soglia bassa potrebbe agevolare un'operazione di questo tipo. Scenari e rumors che secondo tanti rimarranno tali. Senza Berlusconi nessuno andrà da nessuna parte, è sempre lui ad avere il pallino in mano, sussurrano in molti. «Italia Viva? Io la chiamerei piuttosto Italia Vegeta», ironizza sarcastico il senatore azzurro Giuseppe Moles, commentando l'ipotesi di una liaison con il partito di Matteo Renzi. «A chi mi dice che tanti dei nostri stanno parlando con i parlamentari renziani, posso assicurare che anche tanti dei loro parlano con noi. Ci siamo capiti? », conclude. Anche Maurizio Gasparri non crede a grandi svolte post voto e a una certa disaffezione in seguito al contagio dell'ex premier: «Lui è forte, sta bene. Per lui il Covid è un male di stagione... E poi quelli che dicono che vanno via, ma dove vanno?». In effetti, a bocce ferme, il taglio degli eletti ridurrebbe di molto transumanze in cerca di un seggio. La Lega, il primo partito della coalizione, a stento riuscirebbe a far eleggere tutti i suoi parlamentari attuali. Anche al sud sta mandando nei territori commissari del nord, con l'obiettivo di candidare loro, non personale politico locale. Anche FdI, sottolineano le stesse fonti, punta a valorizzare candidati fortemente radicati nella tradizione della destra, non ex azzurri in fuga.
<MC>ROMA
[TESTO]Dentro Forza Italia aumenta l'ansia e il timore per le prospettive future: la notizia della positività al covid di Silvio Berlusconi acuisce un senso di malessere di un partito che già da mesi, tra defezioni e sondaggi negativi, attraversa una fase di crisi. Ma più che le condizioni di salute del Cavaliere, a togliere il sonno ai parlamentari azzurri è il rischio di un flop alle prossime regionali e il possibile conseguente «Liberi tutti». A peggiorare il clima, il più che probabile taglio dei seggi che potrebbe far scattare una sorta di «si salvi chi può» nella caccia a un posto sicuro per tornare in Parlamento. Un «redde rationem» che secondo alcuni peones potrebbe addirittura scaturire in una scissione. Secondo questo fronte di arrabbiati, se alle regionali Fi dovesse toccare il fondo, si potrebbero verificare due scenari: una fuga con il contagocce dei singoli eletti o una operazione più coordinata per creare gruppi centristi. Tra loro in tanti guardano con attenzione ad Azione di Carlo Calenda, all'area Carfagna da tempo in rotta con l'idea di un centrodestra a trazione sovranista e Italia Viva. Ma molto dipenderà dalla nuova legge elettorale: una proporzionale con soglia bassa potrebbe agevolare un'operazione di questo tipo. Scenari e rumors che secondo tanti rimarranno tali. Senza Berlusconi nessuno andrà da nessuna parte, è sempre lui ad avere il pallino in mano, sussurrano in molti. «Italia Viva? Io la chiamerei piuttosto Italia Vegeta», ironizza sarcastico il senatore azzurro Giuseppe Moles, commentando l'ipotesi di una liaison con il partito di Matteo Renzi. «A chi mi dice che tanti dei nostri stanno parlando con i parlamentari renziani, posso assicurare che anche tanti dei loro parlano con noi. Ci siamo capiti? », conclude. Anche Maurizio Gasparri non crede a grandi svolte post voto e a una certa disaffezione in seguito al contagio dell'ex premier: «Lui è forte, sta bene. Per lui il Covid è un male di stagione... E poi quelli che dicono che vanno via, ma dove vanno?». In effetti, a bocce ferme, il taglio degli eletti ridurrebbe di molto transumanze in cerca di un seggio. La Lega, il primo partito della coalizione, a stento riuscirebbe a far eleggere tutti i suoi parlamentari attuali. Anche al sud sta mandando nei territori commissari del nord, con l'obiettivo di candidare loro, non personale politico locale. Anche FdI, sottolineano le stesse fonti, punta a valorizzare candidati fortemente radicati nella tradizione della destra, non ex azzurri in fuga.
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