Air Italy, boccata d’ossigeno. Ma il futuro è incerto
Solinas: «Serve un piano industriale che valorizzi il medio-lungo raggio, ma anche le rotte con l’isola»
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SASSARI. E ora cosa succederà? Quale sarà il destino dei quasi 1.500 dipendenti di Air Italy? Ci sono dieci mesi di tempo, forse poco più, per delineare e definire una strategia d’uscita a una situazione che, al momento, si uscite non ne mostra (se si esclude quella, traumatica, dei licenziamenti. L’accordo tra azienda e sindacati, con la mediazione del Governo, fornisce dieci mesi di autonomia economica ai lavoratori e dieci mesi di tempo per mettere in piedi una soluzione.
«Abbiamo seguito la crisi di Airitaly dal primo giorno con dedizione e serietà - ha scritto il ministro dei Trasporti, Paola De Micheli su Twitter -. L’accordo per la cassa integrazione ai 1.453 dipendenti è un primo passo che tutela importanti professionalità. Nei prossimi mesi continueremo a lavorare per trovare risposte ai bisogni dei lavoratori».
Un ruolo importante nella prossima partita lo avranno le regioni Sardegna e Lombardia: «Abbiamo lavorato costantemente per raggiungere questo risultato. È un primo passo per la salvaguardia dei posti di lavoro e la tutela del know how acquisito nel settore - ha commentato il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas -. Adesso ci aspettiamo che queste professionalità e risorse riconosciute vengano inserite in un piano industriale coerente che valorizzi sia i collegamenti di medio e lungo raggio sia quelli di corto raggio che mettano al centro la nostra Isola e la continuità territoriale».
La sollecitazione è rivolta al Governo che però sul tavolo ha un’altra bella grana da risolvere, sempre in materia di trasporto aereo: i lavoratori Air Italy confluiranno, almeno in parte, in una nuova compagnia erede di Alitalia? Di questa soluzione si era parlato nei mesi scorsi, ma certo la nascita di una compagnia con un organico-monstre non sarebbe il miglior viatico per una gestione oculata e attenta ai costi.
Nei giorni caldi della crisi Air Italy si era anche parlato dell’ipotesi di una compagnia aerea compartecipata dalle Regioni Sardegna e Lombardia. Di quella ipotesi si sono perse le tracce. Per ora la politica festeggia il risultato dieci mesi di cassa integrazione «frutto di un percorso costante e costruttivo tra azienda, sindacati, ministero del Lavoro e dello Sviluppo economico e le due Regioni coinvolte, Sardegna e Lombardia», ha detto ancora Solinas.
«La trattativa giunge a una prima conclusione positiva - commenta l'assessora regionale del Lavoro, Alessandra Zedda - Per i prossimi 10 mesi i lavoratori avranno una boccata d'ossigeno grazie agli ammortizzatori sociali, ma è necessario ribadire il nostro impegno affinché vengano avviate quanto prima una serie di politiche attive per la riqualificazione del personale. Su questa vicenda - conclude Zedda - la Regione resta e si conferma parte attiva nel processo del rilancio industriale della compagnia aerea e delle professionalità a essa legate, utile alla valorizzazione economica e sociale di un intero territorio».
«Abbiamo seguito la crisi di Airitaly dal primo giorno con dedizione e serietà - ha scritto il ministro dei Trasporti, Paola De Micheli su Twitter -. L’accordo per la cassa integrazione ai 1.453 dipendenti è un primo passo che tutela importanti professionalità. Nei prossimi mesi continueremo a lavorare per trovare risposte ai bisogni dei lavoratori».
Un ruolo importante nella prossima partita lo avranno le regioni Sardegna e Lombardia: «Abbiamo lavorato costantemente per raggiungere questo risultato. È un primo passo per la salvaguardia dei posti di lavoro e la tutela del know how acquisito nel settore - ha commentato il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas -. Adesso ci aspettiamo che queste professionalità e risorse riconosciute vengano inserite in un piano industriale coerente che valorizzi sia i collegamenti di medio e lungo raggio sia quelli di corto raggio che mettano al centro la nostra Isola e la continuità territoriale».
La sollecitazione è rivolta al Governo che però sul tavolo ha un’altra bella grana da risolvere, sempre in materia di trasporto aereo: i lavoratori Air Italy confluiranno, almeno in parte, in una nuova compagnia erede di Alitalia? Di questa soluzione si era parlato nei mesi scorsi, ma certo la nascita di una compagnia con un organico-monstre non sarebbe il miglior viatico per una gestione oculata e attenta ai costi.
Nei giorni caldi della crisi Air Italy si era anche parlato dell’ipotesi di una compagnia aerea compartecipata dalle Regioni Sardegna e Lombardia. Di quella ipotesi si sono perse le tracce. Per ora la politica festeggia il risultato dieci mesi di cassa integrazione «frutto di un percorso costante e costruttivo tra azienda, sindacati, ministero del Lavoro e dello Sviluppo economico e le due Regioni coinvolte, Sardegna e Lombardia», ha detto ancora Solinas.
«La trattativa giunge a una prima conclusione positiva - commenta l'assessora regionale del Lavoro, Alessandra Zedda - Per i prossimi 10 mesi i lavoratori avranno una boccata d'ossigeno grazie agli ammortizzatori sociali, ma è necessario ribadire il nostro impegno affinché vengano avviate quanto prima una serie di politiche attive per la riqualificazione del personale. Su questa vicenda - conclude Zedda - la Regione resta e si conferma parte attiva nel processo del rilancio industriale della compagnia aerea e delle professionalità a essa legate, utile alla valorizzazione economica e sociale di un intero territorio».
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