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«La scuola è famiglia e comunità ma quest’anno senza abbracci»

«La scuola è famiglia e comunità ma quest’anno senza abbracci»

SASSARI. Parla un po’, poi si ferma. Ricomincia e si commuove ancora: Maria Grazia Falchi dice che le capita spesso quando l’argomento è la scuola. Soprattutto in questo periodo, di incertezze e...

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SASSARI. Parla un po’, poi si ferma. Ricomincia e si commuove ancora: Maria Grazia Falchi dice che le capita spesso quando l’argomento è la scuola. Soprattutto in questo periodo, di incertezze e super lavoro. Dirigente scolastico all’Istituto comprensivo Pasquale Tola di Sassari, 53 anni, nella scuola ha trascorso più della metà della sua vita. Di ruolo a 23 anni, prima insegnante e poi, da 12 anni, dirigente. L’istituto conta 1300 alunni tra scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Da quando è scoppiato il Covid non ci sono state vacanze ma solo lavoro, tanto, per organizzare al meglio l’anno che sta per iniziare. «Se ho paura? Non posso averla, perché rischierei di trasmetterla agli altri. Preoccupata sì, e a volte in questi mesi mi è capitato di sentirmi sola. È successo quando la politica guardava da un’altra parte, verso altre cose alle quali è stata data una priorità superiore rispetto alla scuola. Ma pazienza, siamo abituati: faremo di necessità virtù, la scuola non è nuova a queste imprese». E l’impresa della dirigente Falchi, come dei suoi colleghi, sarà offrire ai ragazzi uno spazio idoneo e sicuro che compensi almeno in parte quello che non ci sarà, portato via dal Covid. «La scuola è una comunità, è una famiglia. E in una famiglia ci si abbraccia, si sta accanto l’un altro. Questo non sarà possibile e sarà difficile soprattutto per i bambini più piccoli più inclini a cercare il contatto con gli insegnanti. Gli spazi di socialità saranno azzerati, pensiamo alla mensa: nel nostro spazio organizzando turni, il primo gruppo dovrebbe mangiare alle 10 del mattino... Il pranzo si farà in aula, ognuno al suo posto». La speranza è riuscire a garantire le lezioni di musica: «Abbiamo un indirizzo musicale con tre strumenti a fiato, flauto, tromba e clarinetto. Con gli insegnanti stiamo cercando una soluzione». E poi l’educazione fisica: «Con i fondi del ministero ho comprato le lavasciuga per le palestre, così da sanificare bene e velocemente dopo ogni lezione». Negli armadietti c’è scorta di mascherine e gel, mentre dei banchi con rotelle non c’è traccia: «Non sono arrivati, ma per fortuna noi abbiamo un buon numero di banchi singoli che si riveleranno preziosi. Noi ci siamo e proveremo a offrire la migliore scuola possibile». (si. sa.)

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